Firenze – Per la manifestazione è quasi tutto pronto. Mascherine di tela, enormi forbici di cartone, imbottiture di gomma piuma. Sabato – in Piazza della Libertà alle 15.30 – sarà un evento diverso, qualcosa di più di semplici slogan e bandiere. Il Coordinamento Toscano per il diritto alla Salute avanzerà compatto contro la proposta di legge regionale che per molti rischia di logorare il servizio sanitario in modo irreversibile. La proposta prevederà in tempi brevi (già dal marzo di quest’anno) l’accorpamento delle 12 ASL toscane in 3 grandi ASL e il loro commissariamento, “scelte che antepongono il pareggio di bilancio, peraltro non documentato, alla salute dei cittadini”, si legge nel comunicato congiunto.
Per Anna Nocentini, dell’Associazione Adina (Associazione per la difesa dei diritti delle persone non autosufficienti), non si può ragionare solo in termini di numeri per argomenti così determinanti, e quella che si fa passare come razionalizzazione, altro non è che una ingente misura di tagli e di passaggio al privato. Dal 2010 al 2014 sono stati tagliati a livello nazionale 24 miliardi di euro. E la Toscana, di cui la sanità costituisce il 70% del bilancio, si è allineata intervenendo nei settori di sua competenza: ad esempio attraverso la chiusura dei piccoli ospedali, tanto da rendere molti territori “privi di sicurezza minima come un pronto soccorso con stabilizzazione, mentre in altri ospedali la riduzione dei posti letto, ben oltre i parametri nazionali, costringe all’inattività le sale operatorie” per la mancanza di un appoggio di degenza post-operatoria.
Senza senso e altamente discriminatorio appare per molti il contributo alla digitalizzazione che colpisce anche gli esenti, oltre all’aumento costante dei ticket sanitari. Per chi volesse rivolgersi al pubblico, spiegano dal Coordinamento, le liste di attesa si allungano anche per prestazioni urgenti, dirottando i pazienti sul privato – con costi talvolta insostenibili per chi si trova in basse fasce di reddito.
La situazione in terapia intensiva ha dell’assurdo, spiegano alcuni operatori: per il blocco del turnover e la mancanza di personale, gli operatori sono costretti a trattenersi anche oltre l’orario prestabilito: per il codice deontologico, infatti, non possono allontanarsi dal luogo di lavoro e finiscono anche per fare turni di 18 ore, spiega un sindacalista.
Sabato 21 la manifestazione coinvolgerà molte sigle, associazioni, lavoratori, soggetti sociali. Ci si aspettano, forse, anche alcune rappresentanze politiche favorevoli ma che ancora non hanno preso una netta posizione.