Dedicato a Gianni Celati

28 e 29 maggio focus reggiano sul grande scrittore, il cui fondo è conservato alla biblioteca Panizzi
LUCA VECCHI GIANNI CELATI
Il sindaco Luca Vecchi con Celati

Il 28 e 29 maggio, evento di punta nell’ambito di Fotografia Europea 2016, la biblioteca Panizzi promuove Dedicato a Gianni Celati, un omaggio, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri, allo scrittore attraverso due giorni di proiezioni, incontri ed interventi affidati a scrittori, saggisti, traduttori, attori, registi e amici che nel corso degli ultimi quarant’anni hanno avuto con Gianni Celati rapporti di amicizia e di lavoro. L’omaggio fa seguito alla pubblicazione del Meridiano Gianni Celati. Romanzi, cronache e racconti, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri (Mondadori, Milano 2016). L’evento rappresenterà inoltre l’occasione per aprire alla città e agli studiosi dal 13 giugno la consultazione del fondo Gianni Celati, acquisito quale dono dell’autore dalla biblioteca Panizzi nel 2012. L’omaggio di Reggio Emilia a Gianni Celati (Sondrio, 1937) scrittore, critico letterario e grande rappresentante della cultura italiana, promosso dal Comune di Reggio Emilia, dalla biblioteca Panizzi e dall’ufficio Cinema di Reggio Emilia, con il contributo di MaxMara e la media partnership di DoppioZero, ha tra i suoi punti di forza anche una mostra, in programma dal 28 maggio al 30 giugno 2016, alla biblioteca Panizzi (via Farini 3).

I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla presenza di Gianni Celati, cui hanno partecipato il sindaco Luca Vecchi, il direttore della biblioteca Panizzi Giordano Gasparini e i due curatori Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri. Vecchi ha evidenziato l’importanza delle due giornate del 28 e 29 maggio, definendole “momenti di confronto, produzione e diffusione culturale, alla presenza di tanti artisti. Altro aspetto fondamentale è che il fondo Celati sarà fruibile dai cittadini, a testimonianza di un ulteriore salto di qualità della biblioteca, forte di un patrimonio culturale davvero considerevole”. Vecchi ha poi posto l’accento su Fotografia Europea, “un festival che nel tempo è cresciuto sempre di più, e che quest’anno è divenuto rete tra città, luoghi e istituzioni, aprendosi a numerosi contributi culturali, letterari e artistici. Fotografia Europea è ormai un grande progetto culturale, è un’occasione di confronto, di dialogo, di incontro, di narrazione e quindi di crescita culturale e civile della città”.

Gasparini ha poi ricordato il forte legame che unisce Gianni Celati a Reggio Emilia: “Celati è sempre rimasto amico della nostra città. Ricordo i suoi interventi ai convegni su Silvio D’Arzo, ma anche l’amicizia con Corrado Costa; Celati ha sempre mantenuto un rapporto con Reggio Emilia, che conosce bene, e ci ha fatto piacere che abbia scelto la nostra città e la nostra biblioteca per la sua donazione. La vera scoperta, poi, è stato l’archivio: 1550 documenti, ottanta taccuini e tanto altro, esposti in una piccola ma significativa mostra nella sezione di Conservazione della Panizzi. Un altro elemento che mi preme sottolineare è l’intenso rapporto di amicizia tra Luigi Ghirri e Gianni Celati: fa dunque piacere pensare che sia l’archivio di Gianni che quello di Luigi siano qui in biblioteca. Sono certo che ci saranno ulteriori occasioni di studio: gli intrecci e i rimandi tra questi materiali sono ancora tantissimi. A partire dal 13 giugno, tutto il fondo Celati sarà consultabile dagli studiosi, appassionati lettori e da chiunque voglia avvicinarsi all’opera di questo grande scrittore”.

Dopo aver ricordato con soddisfazione la pubblicazione del Meridiano dedicato a Gianni Celati, Belpoliti è entrato nel merito delle iniziative in programma sabato e domenica: dalla proiezione dei suoi film al cinema Rosebud alle letture in biblioteca, che coinvolgeranno numerosi amici dello scrittore, “persone che con lui hanno condiviso un percorso, e che verranno a Reggio per raccontare alcune cose del suo intenso lavoro, per condividere ricordi e per leggere testi. La figura di Gianni Celati è molto importante per la letteratura italiana del secondo Novecento, ed è in fieri, destinata senz’altro a crescere. Il fatto che questo archivio sia aperto in consultazione permetterà di conoscere l’intensità e la continuità del lavoro di Celati”.

La Palmieri ha infine posto l’accento sull’urgenza di aprire l’archivio dello scrittore, resa tale dalle numerose richieste di poterlo consultare già arrivate: “L’interesse è forte anche all’estero. Sarà un percorso lungo e interessante tra le carte di Gianni, che sono molto preziose perché aiutano a entrare nella sua officina: ci sono molti scritti inediti, traduzioni di poesie, abbozzi di racconti, diari di viaggio. Il lato più affascinante è vedere come per lui la scrittura sia stato un fatto naturale, che lo ha accompagnato giorno per giorno, così come il camminare, che per lui è esperienza quotidiana. Emerge il piacere di mettere la penna sul foglio. E poi ancora ci sono testi di letteratura straniera con molte note, romanzi, testi critici, testi di filosofia, ed emerge l’importante lavoro di preparazione dei film, sempre molto meticoloso”.

Curata da Nunzia Palmieri, la mostra presenterà alcuni manoscritti, quaderni e libri della biblioteca di Gianni Celati; nell’ambito della rassegna verrà inoltre aperta alla città e agli studiosi la consultazione del fondo Gianni Celati (a partire dal 13 giugno), acquisito dalla Panizzi nel 2012 quale dono dell’autore e che comprende parte della sua biblioteca privata e numerosi manoscritti e documenti d’archivio.

A testimoniare il legame con i temi trattati da Fotografia Europea, saranno proposti diversi materiali dedicati all’amico fotografo Luigi Ghirri, con testimonianze di affetto e di stima, scritti saggistici e la testimonianza sorprendente di un lavoro “in presa diretta”: le parole di Ghirri, i suoi ricordi, sono trascritti a caldo da Celati in alcune pagine dei suoi quaderni, quasi volesse conservare a futura memoria i racconti fatti a voce dall’amico. Il legame con Fotografia Europea 2016 non si esaurisce qui: la storica mostra fotografica del 1986 Esplorazioni sulla via Emilia. Vedute nel paesaggio a cura di Luigi Ghirri, punto di partenza del festival di quest’anno e progetto multidisciplinare che trent’anni fa impegnò fotografi, scrittori, poeti, filosofi, musicisti e cineasti, comprendeva un’antologia di testi e racconti di affermati scrittori, coordinati proprio da Gianni Celati.

La due giorni di sabato e domenica prevede proiezioni, incontri e interventi affidati a scrittori, saggisti, traduttori, attori, registi e amici che nel corso degli ultimi quarant’anni hanno avuto con lo scrittore rapporti di amicizia e di lavoro.

Tra i vari appuntamenti si segnala Gianni Celati, il narrare come attività pratica, in programma sabato 28 maggio al Cinema Rosebud (via Medaglie d’oro della Resistenza 6); alle ore 17.30 verrà presentato il Meridiano (ed. Mondadori, 2016) di Gianni Celati, alla presenza dei curatori Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri e di Andrea Cortellessa e Anna Stefi.

A seguire, saranno proiettati i documentari di Gianni Celati: alle ore 18.00, Strada provinciale delle anime (1991) in cui Celati percorre il delta del Po su una corriera azzurra insieme ad amici e parenti, seguito dall’amico e fotografo Luigi Ghirri; alle ore 19.00, Case sparse. Visioni di case che crollano (2003) in cui lo scrittore documenta la perdita di valori nella campagna attorno al delta del Po, costellata di casolari abbandonati in un paesaggio ormai deserto; alle ore 20.00, Il mondo di Luigi Ghirri (1999) dedicato al grande fotografo a pochi mesi dalla scomparsa e alle ore 21.00, Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal (2010) in cui Celati è andato con una piccola troupe per tre anni di fila per raccontarne e fotografarne la vita.

Domenica 29 maggio, alle ore 10.30, la Sala ragazzi della biblioteca Panizzi ospiterà un laboratorio fotografico per bambini dagli 8 agli 11 anni su viaggi, strade e confini, dal titolo Intrepidi viaggiatori, a cura della Sezione ragazzi e del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI di Carpi.

L’intera giornata di domenica 29 maggio sarà dedicata a incontri, letture e narrazioni. La sala del planisfero e la sala Sol LeWitt della Panizzi saranno il palco sul quale si alterneranno scrittori, critici, poeti, operatori culturali, musicisti che parleranno di Gianni Celati e racconteranno il loro rapporto con lo scrittore e critico letterario. Nella sessione del mattino sono previsti gli interventi di Marco Belpoliti, Nunzia Palmieri, Ermanno Cavazzoni, Giuliano Scabia, Antonio Prete, Silvio Perrella, Massimo Rizzante, Marco Sironi, Marianne Schneider, Claudio Cerritelli, Giulio Iacoli, Daniele Gorret, Franco Mario Arminio e Roberto Papetti. Nel pomeriggio sono attesi Gabrio Taglietti e Daniela Cima (al flauto), Ugo Cornia, Jean Talon, Ivan Levrini, Enrico Palandri, Andrea Cortellessa, Mauro Sargiani ed Enrico Chicco Bertè, con un contributo video di Davide Ferrario.

Il Fondo Gianni Celati è stato acquisito dalla Biblioteca Panizzi nel 2012. Una parte del fondo è costituita da materiali manoscritti e dattiloscritti, per un totale di circa 1500 carte sciolte e 80 quaderni. Vi si trovano, oltre a testi compiuti e inediti, molti racconti e saggi abbozzati, numerosi progetti di scrittura e di raccolta dei testi, note di carattere autobiografico, traduzioni, appunti sull’arte della narrazione. Alle carte si affianca una preziosa biblioteca d’autore di 2.320 tra volumi, opuscoli e, in numero minore, periodici. Le opere vanno dalla metà del ‘900 alla fine del secolo edite in Italia e all’estero. Sono opere soprattutto di saggistica letteraria, narrativa e poesia, molte in lingue straniere a testimonianza della sua intensa attività di traduttore e del suo interesse per il panorama culturale internazionale e le letterature straniere. Tutto il Fondo Gianni Celati è ora catalogato e collocato presso la Sezione di Conservazione, disponibile alla consultazione in sede e alla ricerca mediante il catalogo generale della biblioteca.

 

Nota biografica: Gianni Celati (Sondrio, 1937) vive da molti anni in Inghilterra dopo aver lasciato Bologna. Ha scritto bellissimi libri di narrativa (Le avventure di Guizzardi, La banda dei sospiri, Lunario del paradiso; poi Narratori delle pianure, Quattro novelle sulle apparenze, Verso la foce; e più recenti Avventure in Africa, Cinema naturale, Fata Morgana). Ha girato film documentari, scritto per il teatro, tradotto narrativa dall’inglese e dal francese, scritto saggi davvero esemplari (una parte raccolti in Finzioni occidentali). È inoltre autore di film, tra cui Cinema all’aperto e Diol Kadd. Da molti anni è una sorta di sismografo dei fermenti culturali che hanno trasformato radicalmente la società italiana a partire dagli anni Settanta. Da sempre è viaggiatore instancabile e inquieto.

 

 

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