Firenze – Superfici dense, interiori, finemente lavorate, totalmente eseguite con la forza dell’antica tradizione pittorica.
Le opere di Paola Tangocci, visibili presso la Galleria Immaginaria a Firenze, fino al 18 novembre 2022, mostrano la sicurezza di un linguaggio dominato attraverso una rara ed estrema sintesi rappresentativa.
I suoi lavori racchiusi in un titolo “Dare un nome”, provocano insistentemente lo spettatore, lo invitano ad entrare in un mondo che impone delle regole, concentrano l’attenzione su un livello altro.
L’uso di oggetti o parte di elementi isolati dalla loro rappresentazione quotidiana diventano simbolo di uno stato emotivo, forgiato dall’inquietudine, mai ovvia, che si inseriscono in un contesto di una tela completamente nera.
“Ha scelto oggetti, materiali e forme a seconda dell’espressione che voleva raggiungere, creando spesso una sovrapposizione, una stratificazione di tessuti come a voler proteggere l’origine, anche antropologica, dall’incursione del banale e della volgarità”. Ha scritto Lara Vinca Masini nella sua bella presentazione al catalogo che completa la mostra di Paola Tangocci.
Le opere presenti nella loro statuaria essenza raccontano un pensiero che si nasconde in un progressivo divenire determinando, via via, sensazioni lucide e definite.
Coglie gli estremi Paola Tangocci, mentre inserisce i particolari “metaforici”, come piccole scaglie acuminate, nere lucenti, su una epidermide provocatoriamente nera piatta, quasi a voler suggellare una storia in continua evoluzione e imprevedibile.