Firenze – Il coreografo sloveno Jurij Konjar presenta Goldberg Variations ispirato dall’iconica performance di Steve Paxton del 1986 “The Goldberg Variations by J.S. Bach, played by Glen Gould, improvised by Steve Paxton”.
Nel 2007 Konjar ha iniziato a osservare il video di Walter Verdin “Goldberg Variations” basato sulla performance di Steve Paxton. Dal 2009, a seguito di una serie di eventi e scelte personali, il coreografo sloveno ha iniziato a esercitarsi regolarmente danzando l’intero pezzo ogni giorno per tutto l’anno successivo. Una pratica quotidiana che ha portato Konjar a nuovi e personali esiti avviando un processo che sempre si rinnova nell’innesco tra il tempo, la musica di Bach, l’improvvisazione, il sé e il pubblico.
«Improvvisare le Goldberg Variations – dice Konjar –è diventato come un amico con cui non vedo l’ora di passare del tempo ogni giorno. Durante la pratica di improvvisazione ho esaminato le domande che via via emergevano, rispondendo con una più attenta osservazione del video e dandomi la libertà di colmare le lacune con l’immaginazione e le mie intuizioni; prima ho cercato di capire come agisce la mente del danzatore Steve, poi ho compreso e accettato che si trattava della mia mente. Gli avvenimenti si sono dipanati e io sono andato avanti, passando per un periodo di lavoro solitario a Buenos Aires e un altro in dialogo con Steve Paxton e Lisa Nelson. Il processo è decollato e si è trasformato in una pratica che ha iniziato a prendere forma all’interno di una bolla di qui-ora, come un incontro di un’ora tra la musica, me e il pubblico».
Jurij Konjar è danzatore, improvvisatore, performer e coreografo. Ha studiato al PARTS di Bruxelles, poi ha iniziato a danzare con Les Ballets C de la B. Ha lavorato con Maja Delak, Janez Janša, Boris Charmatz. Nel 2007 ha subito un trauma cranico che ha spostato la sua attenzione sul potenziale del momento presente. Nel 2009, un’osservazione approfondita del video The Goldberg Variations by J.S. Bach, played by Glen Gould, improvised by Steve Paxton (1986) ha innescato quella che è diventata una pratica di improvvisazione che continua anche oggi oltre ad aver fornito una base per un ricco dialogo ancora in atto. Tra le sue opere tuttora in tournée: Goldberg Variations (2010, da Steve Paxton), Still (2014), Biodegradables (2021). Una selezione dei suoi scritti e scambi con Steve Paxton è stata pubblicata in Goldberg Observations (Contact Quarterly, 2011). Collaborando con Steve Paxton (2010-2016), ha danzato nei suoi lavori Bound (1982), Flat (1964) e Quicksand (2016). Nel 2014 ha lanciato Habitat, uno spazio di lavoro nomade per pratiche che hanno il fulcro nella processualità (attualmente itinerante). Ha co-organizzato Contact Improvisation as a Research Paradigm (CIRP, Parigi 2018) e International Summer School of research in improvisation (ISS Nice, 2019), ha curato il festival Out Of The Toolbox (Ghent 2019) e fa parte di Dance Out Of Line mixed progetto di formazione dell’UE sulle abilità (2018-2021). La sua ricerca, le performance e l’insegnamento sono profondamente influenzati dalla Contact Improvisation e dalla pratica di Tuning Scores di Lisa Nelson.
In foto Jurij Konjar (part. Copyright Angela Bedeković)