Firenze – Nel nome di Dante. E’ dalla basilica di Santa Croce a Firenze che parte la cerimonia forse più simbolica fra le numerosissime iniziative che hanno lo scopo, oggi 25 marzo di rendere onore e di festeggiare il più grande poeta di tutti i tempi, l’autore della Divina Commedia e di molte altre opere fondamentali per l’avvio della cultura italiana. Il restauro del cenotafio di Dante, opera del 1830 dello scultore Stefano Ricci e simbolo di riconciliazione di Firenze con il poeta mandato in esilio, è l’occasione infatti di invaire alla città e al mondo un rinnovato messagio di speranza. A dare voce, l’attrice Monica Guerritore, che ha recitato alcune terzine del XXIV Canto del Purgatorio, una delle quali è parzialmente incisa sul monumento.
L’invito alla speranza è stato condiviso dalla presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, dal sindaco di Firenze Dario Nardella, dal prefetto Alessandra Guidi e da padre Paolo Bocci, rettore della basilica.
“In Dante si sente tutta la grandezza dell’animo umano, della poesia e delle arti. Dante ancora ci parla e ci commuove, cioè ci ‘muove insieme’ per questo è grande. Appena oggi ho cominciato a dire ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’, ci siamo ritrovati tutti insieme”, ha sottolineato l’attrice.
Santa Croce è un luogo simbolo del Dantedì 2021. “Oggi siamo qui tutti insieme, nel luogo della riconciliazione definitiva fra il sommo poeta e la sua città, per lanciare un messaggio di unità e speranza – ha affermato la presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi – Il restauro del cenotafio di Dante è proprio frutto dell’unità delle istituzioni e, come accadde per la realizzazione del monumento nell’Ottocento, è anche un dono dei mecenati contemporanei: Florence e Christian Levett, la Dedalus Italia e la El.En.”
“Dante oggi ci dà speranza, illumina i nostri sogni e ci rende orgogliosi di essere italiani, ma soprattutto di far parte di quel paese che ha dato al mondo intero civiltà e cultura”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. Incalzato sul ritorno delle spoglie di Dante a Firenze, Nardella ha risposto che “Dante è ovunque, nessuna rivendicazione, ma un grande atto d’amore verso il poeta. Per questo abbiamo progetti bellissimi e iniziative che hanno coinvolto giovani, scuole, teatri e i luoghi della città”.
“Il valore dell’unità caratterizza questa iniziativa e si esprime anzitutto nel gesto di restituire a Firenze e a tutta la comunità la luminosità di questo monumento, proprio adesso che abbiamo bisogno di luce e speranza”, ha aggiunto il prefetto Alessandra Guidi.
“Virgilio e Beatrice, la ragione e la fede che accompagnano Dante nel suo percorso, sono un punto di riferimento per il momento che stiamo vivendo – ha aggiunto Padre Paolo Bocci, che ha indicato in questi valori umani e spirituali uno strumento attuale per le scelte future.”