Dal riso alla carne, se l’Iva aumenta, colpisce i più poveri

Firenze – Su quali classi sociali si scaricherebbe un eventuale aumento dell’Iva? Risponde la Coldiretti: soprattutto sui più bisognosi. Il motivo è chiaro: l’ aumento dell’Iva colpirebbe soprattutto beni di prima necessità come pane,  frutta e verdura con aliquota al 4% ma anche carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10 per cento, spiega l’associazione, “con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più bisognose e sull’andamento dei consumi in settori come quello alimentare che è determinante per sostenere la ripresa in atto”.

La Coldiretti fa riferimento “alla necessità di inserire fin dal prossimo Def norme di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva in una situazione in cui secondo Bankitalia in Italia quasi una persona su quattro è a rischio povertà”. Insomma, se questa sorta di “salvaguardia” non verrà posta in essere, la spesa delle famiglie italiane subirà un duro colpo. La spesa cui ci si riferisce è quella alimentare, cibo e bevande compresi.Un rischio molto sentito, dopo che nel 2017 tale spesa era tornata ad aumentare, informa la Coldiretti, “del 3,2% dopo cinque anni di segno negativo secondo elaborazioni Coldiretti sulle rilevazioni Ismea Nielsen relative”.

Non possiamo scordare, sottolineano dalla Coldiretti, che “La spesa alimentare è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed è quindi un elemento importante per la ripresa dell’economia”.

 

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