Rolling Stone lo ha definito così: “La ricchezza del suo storytelling è paragonabile a quella di John Prine, la voce a metà tra Tom Waits e Glen Hansard, ed ha uno stile di fingerpicking che lo colloca tra Lead Belly and Lindsey Buckingham”. Diversi critici si sono spinti oltre, arrivando a paragonare il suo storytelling a quello, nientemeno, che di Bob Dylan.
Stiamo parlando di Christopher Paul Stelling, 35enne cantante, compositore americano che arriva direttamente da New York per suonare allo studio Esagono di Rubiera domenica 22 ottobre a partire dalle ore 18:30. L’evento, organizzato da Place of Music, è di quelli da non perdere, perché Christopher Paul Stelling è un artista di grande calibro, con ottime canzoni che vanno dalla ballata al pezzo più tirato, sempre con testi di grande livello. E perché la location, ovvero lo storico studio Esagono di Rubiera, consente di avere una splendida visuale ed un’ottima acustica, in un ambiente caldo e accogliente, che permette allo spettatore di essere vicinissimo all’artista.
Artista che, in vista del concerto italiano, ha risposto volentieri a qualche domanda.
Quanto è difficile essere paragonati ad un genio come il vincitore del premio Nobel Bob Dylan?
“Beh, personalmente ritengo che non ci sia nessuno che possa essere paragonato a Bob Dylan. È uno dei più grandi di tutti i tempi. Io mi limito a fare quello che faccio da tanti anni senza preoccuparmi dei nomi ai quali vengo paragonato. E, comunque, io amo Bob Dylan”.
Qual è la maggiore influenza sulla tua musica?
“La vita. Tutto quello che ci circonda La letteratura, la poesia, i suoni della strada, le conversazioni quotidiane”.
Da dove vengono le tue canzoni?
“Dalle domande che mi pongo. Scrivere canzoni è come sciogliere dei nodi”.
Quanto la tua musica, e la tua professione di musicista, sono influenzate dai social media?
“Se quando ero ragazzo i social media fossero stati prevalenti nelle nostre vite come lo sono oggi dubito che sarei stato in grado di trascorrere tanto tempo in solitudine a imparare a suonare la chitarra… Viviamo in un mondo rumoroso con molti elementi di distrazione. Non sono influenzato dai social media, o almeno cerco di non esserlo. Li uso solo per arrivare alla gente e comunicare alle persone le date dei miei spettacoli!”.
Non trovi ci sia un contrasto tra il vivere in una società perennemente connessa e fare musica acustica con una chitarra che potrebbe essere stata costruita cento anni fa?
“Ah, certo, esattamente: è proprio questo il punto, è la direzione in cui stiamo andando. Mi manca il silenzio che c’era anche solo un paio d’anni fa. Cerco di trovare del tempo per me stesso ma devo anche essere onesto: apprezzo molto il GPS!”.
Cosa ti aspetti dal tuo concerto italiano?
“Amo l’Italia e gli italiani. Sono certo che sarà molto divertente perché il pubblico italiano percepisce le sensazioni e le emozioni che cerchi di trasmettere”.
Come vorresti essere ricordato dal pubblico italiano dopo la tua performance?
“Vorrei che tornassero a casa ispirati, e consapevoli di poter essere d’ispirazione ad altri!”.
Cosa deve aspettarsi il pubblico italiano dal tuo concerto all’Esagono?
“Passione”.
Christopher Paul Stelling salirà sul palco dell’Esagono domenica 22 ottobre alle 18:30. Per informazioni e prenotazioni: vittorio.gozzi@vodafone.it.