Firenze – “Norme più semplici”, “regole chiare”, e comunque “semplificazione” vera. Perché le aziende toscane dei servizi pubblici, le utility, non hanno solo da investire, diventare più efficienti, servire milioni di persone, no, le aziende dl sistema toscano di Confservizi Cispel hanno da combattere prima di tutto contro un ambiente burocratico che, volente o indifferente, fa di tutto per fermarne la crescita: “Eravamo diretti verso un vero settore industriale e si fanno scelte che ci riportano verso la pubblica amministrazione. Passi indietro, invece che passi avanti”.
Una situazione quasi paradossale, quella denunciata stamane dal presidente di Confservizi Cispel toscana, Alfredo De Girolamo, che ha aperto l’assemblea dell’associazione che comprende circa 200 aziende con 3 miliardi di fatturato annuo, 500 milioni di investimenti annui e 15mila dipendenti. De Girolamo ce l’ha soprattutto con un legislatore che finora non solo è stato sordo alle richieste razionali delle aziende, ma ha proseguito nel vizio storico di decidere regolare contraddittorie e di ritardare sempre e comunque quelle azioni indispensabili per portare il comparto agli standard europei. Basta pensare alle gare per la distribuzione del gas che dovrebbero ridurre gli operatori a una trentina dei 230 esistenti , gare che furono decise nel 2000 e che dopo 14 anni non sono ancora state portate a conclusione.
Nel territorio fiorentino clamoroso è il caso del termovalorizzatore di Case Passerini. Il progetto è partito nel 2005 e l’impianto sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2013, ma la giungla delle autorizzazioni tiene fermi i cantieri che sono già pronti da mesi. “Insomma le istituzioni dovrebbero essere amiche delle imprese, non ostacolarne la crescita”, ha detto De Girolamo. Con tutto questo e con la peggiore crisi economica del dopoguerra, le utility toscane hanno tenuto o addirittura migliorato il fatturato, occupati e investimenti e hanno la autorevolezza per “guidare la ripresa economica attesa per il 2015”.
Alla Regione, perciò, esse chiedono di completare i processi di riforma che sono già stati avviati: “Gara per il Trasporto pubblico locale entro l’anno con le risorse adeguate, riforma della legge sui rifiuti con il ritorno alla Regione dei compiti di autorizzazione degli impianti , il superamento delle Province”. Ma, soprattutto, “poltiiche industriali e investimenti pubblici nei settori dell’acqua, del riciclaggio, dei trasporti e della distribuzione di gas, utilizzando al meglio i fondi europei del ciclo 2014 – 2020”.
nella foto. Alfredo De Girolamo