Cpr, Piantedosi accelera, la Toscana fa muro

Avviate le procedure per il Centro, luogo ancora incerto, probabile Pallerone ma avanza Sesto
Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -da Ministero dell’Interno

Firenze – Piantedosi dixit, e il Cpr in Toscana si farà. Dove, ancora un mistero, ma accreditati sono due luoghi che promettono ulteriore battaglia, ovvero il Pallerone, vicino ad Aulla, o addirittura Sestograd, ovvero Sesto Fiorentino, proposto e caldeggiato dal deputato regionale Marco Stella, per ovvi motivi di funzionalità, dicono in tanti, per ovvi motivi politici, dicono in altrettanti. Sia come sia, l’accelerazione c’è, da parte del Ministro, che, par di capire, ben poco tolleri chi si mette di traverso sulle ricette del governo per le soluzioni finali, o meglio, per i tentativi di contenere la famosa ondata migratoria. Ondata che, sempre secondo il governo ma vista da altra angolazione, si sarebbe sgonfiata non poco, secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno: a decorrere dal 1 gennaio 2026 ad oggi, 1 ottobre 2026, i migranti sbarcati in Italia sono stati 22.891; nello stesso lasso di tempo, nel 2024 erano stati 50.597, mentre nel 2025 erano stati 51.731.

Così, mentre sembra, al contrario dei numeri, che la questione continui a essere l’emergenza e senza il Cpr in Toscana non si riesca a risolvere il problema dei migranti che delinquono, a stretto giro dagli ultimi fatti accaduti in Regione (l’ultimo caso di questi giorni, l’uomo di origine dominicana che ha quasi ucciso la ventenne italiana rea di non aver accettato le sue avances sessuali) e senza prendere in considerazione il fatto che l’Italia sia dotata di un sistema penale che giudica gli accusati di reati indipendentemente dalla loro provenienza, l’accelerazione del ministro degli interni provoca un fuoco di fila da parte della maggioranza toscana. Sulle barricate sale Eugenio Giani, presidente della Regione, che parla di “ennesima iniziativa elettorale”, mentre il portavoce di FdI Giovanni Donzelli rinfocola ringraziando il ministro “per la determinazione” a concludere vittoriosamente il braccio di ferro con la Toscana. Toscana che d’altro canto risponde “non ci piegheremo”, attraverso la durissima presa di posizione del deputato e segretario del PD toscano Emiliano Fossi. ricordando che “i Centri di rimpatrio sono diventati dappertutto buchi neri dei diritti fondamentali”.

Ma, al netto di reazioni contrarie o trionfalismi, Piantedosi tira dritto: “Abbiamo sempre respinto con fermezza le campagne ideologiche e le opposizioni strumentali contro la realizzazione o il potenziamento dei Cpr. Continueremo a lavorare all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture: una in Campania, due in Trentino Alto-Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia-Romagna”. Lo ha detto intervenendo in question time alla Camera.

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