Le sensibilità e le inclinazioni delle persone non sono uno scherzo.
Siamo seriamente preoccupate del clima di fraintendimento, pregiudizio, prevaricazione delle libertà personali che potrebbe generarsi in città, dopo aver appreso dell’apertura della sede dell’associazione Courage, che definisce l’omosessualità ‘una malattia da cui si può guarire’, che ritiene il coming out cioè rendere nota la propria omosessualità come ‘una trappola pericolosa, un ricatto emotivo’.
Reggio Emilia è una città con una storia importante e gloriosa sui diritti delle persone e dei cittadini, non possiamo ignorare affermazioni di questo tenore: qui non si tratta di difendere posizioni laiche o religiose, siamo ben oltre.
Come amministratrici pubbliche dobbiamo tutelare i cittadini, e abbiamo il dovere morale di mettere in guardia i reggiani e le reggiane verso tutte le forme di discriminazione – dirette e indirette – nelle quali potrebbero incorrere, e stigmatizzarle.
L’Italia è un paese dove molti casi raccontati anche dalla cronaca hanno visto perseguitare persone, anche ragazzi e ragazze, per la loro inclinazione sessuale, con conseguenze dannose sul piano fisico e morale.
Il nostro sistema sociale è continuamente frastornato da luoghi comuni, modelli devianti, fraintendimenti: serve la forza per prendere una posizione chiara e netta, soprattutto quando le proposte di chiunque su credenze aprioristiche e senza alcun fondamento scientifico, travalicano la dignità delle persone e il diritto di professare il proprio orientamento sessuale, diritto tutelato dalla Costituzione.
Valeria Montanari e Raffaella Curioni