Costa a sorpresa. Manghi e i rottamatori al palo

Renziani sconfitti in vista dell’assemblea che dovrà scegliere il nuovo segretario Pd. Si cerca un ipotetico accordo a tre o lunedì sarà scontro-ballottaggio

Solo l’assemblea provinciale dei delegati di lunedì darà il verdetto definitivo ma nei circoli intanto il vincitore, seppur per una manciata di voti, è stato a sorpresa Andrea Costa, sindaco di Luzzara, espressione dell’area Cuperlo. Lo sconfitto invece, entrato già Papa in conclave è stato Gian Maria Manghi, sindaco di Poviglio, espressione dei renziani e di parte dei civatiani, considerato, alla vigilia del valzer di votazioni nei 55 circoli reggiani, già segretario in pectore del Partito democratico locale. A conferma di come tutti si autodefiniscano “rottamatori” seguendo la moda del momento ma all’atto del confronto politico vero e proprio, i giochi non siano così scontati. 100 delegati a Costa, 99 a Manghi, 54 alla Ibattici.

Certo i numeri di chi è andato a votare non sono propriamente di massa: hanno votato nemmeno 4200 persone, con Costa che ha ottenuto 1653 preferenze rispetto alle 1640 di Manghi e l’outsider Roberta Ibattici, espressione dei civatiani duri e puri, 905. 13 voti di differenza non rappresentano naturalmente uno scarto tale da dire chi sarà con certezza il nuovo leader del partito di maggioranza relativo alle prese, tra poco più d’un mese, coi lavori del congresso nazionale e già in ritardo sulla tabella di marcia in vista di una raffica di appuntamenti elettorali molto importanti, a partire dalle amministrative del 2014. Analizzando i voti, si scopre poi che il sindaco di Luzzara ha trionfato nei circoli cittadini mentre Manghi ha ottenuto più preferenze in provincia.

I tre aspiranti alla segreteria reggiana del partito sono seduti attorno a un tavolo per cercare di capire se sia possibile un accordo in vista dell’assemblea provinciale; l’impressione è che la strada sia tutta in salita anche perché i risultati dai circoli parlano di un evidente scontro a livello generazionale e tra i big del Pd, seppur con insolite, temporanee alleanze rispetto al passato. Un week-end per riflettere e cercare una soluzione unitaria, ipotesi cui almeno fino a ieri il Partito democratico non ci aveva abituato.

 

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