Il primo dicembre è stata attivata la cassa integrazione straordinaria per tutti i 509 lavoratori di Coopsette. L’ammortizzatore sociale ha una durata di 12 mesi, trascorsi i quali scatterà la procedura di mobilità per licenziamento collettivo: di conseguenza è già iniziato il conto alla rovescia per tutti i dipendenti, che entro la fine dell’anno dovranno trovare una ricollocazione professionale.
Per i rappresentanti del Comitato soci lavoratori di Coopsette questo atto conclusivo “arriva dopo 3 anni di grande difficoltà economica” per i dipendenti, che durante tutto questo tempo hanno percepito stipendi ridotti dal contratto di solidarietà e sono stati penalizzati anche dai mancati pagamenti di alcune mensilità di retribuzioni, rimborsi spese, contributi Tfr e fondi pensione.
Alcuni mancati versamenti dell’Irpef, per i dipendenti di Coopsette, “creeranno una situazione ingiusta e paradossale” in quanto i lavoratori “potrebbero essere chiamati dal fisco a rispondere in prima persona per versare di nuovo gli importi fiscali che erano già stati trattenuti dalle loro buste paga ma non realmente versati da parte dell’azienda”.
Ogni addetto, secondo il comitato, vanta in media crediti per diverse migliaia di euro e l’ammontare totale dei crediti verso i lavoratori si aggira intorno agli 8 milioni. Il rimborso di queste somme avverrà nell’ambito della procedura di liquidazione coatta amministrativa, seppur con tempi che si prospettano molto lunghi e con l’incognita delle complicazioni burocratiche.
A questa difficile situazione si aggiunga anche il fatto che molti soci lavoratori hanno affidato a Coopsette una buona parte dei propri risparmi familiari a titolo di prestito sociale: la cifra complessiva del prestito sociale ammonta infatti a 10 milioni tra soci lavoratori e soci sovventori.