I sindacati marciano divisi uniti contro la manovra. Nonostante la pioggia a Reggio è stata imponente la mobilitazione di protesta. La Cgil, che ha deciso di scendere in piazza da sola e di proclamare 8 ore di sciopero, ha mostrato i muscoli. Dalle 9.00 si è formato un lungo corteo che ha percorso la via Emilia, ha toccato la sede degli Industriali, è arrivato in piazza Prampolini. In corteo alcune migliaia di persone arrivate con i pullman da tutta la provincia. Cisl e Uil hanno invece organizzato un presidio davanti alla prefettura radunando alcune centinaia di persone. I due segretario – Luigi Angeletti e Margerita Salvioli Mariani – hanno incontrato il viceprefetto.
Adesione allo sciopero: i dati della Cgil
Settore edile-costruzioni: Coopsette 100% operai e 60% impiegati; Tecton 100% operai e 90% impiegati; Emiliana Imballaggi 100%; Landini 70%; Ape 80%; Monatanri 85%, Domus 75%.
Metalmeccanico: Metasystem 100%; Emak 90% operai; RCF 90% operai; Comer 95% operai; Lombardini 80% operai e impiegati; Corghi 85% operai e impiegati; Landi 85% operai; Brevini 90% operai e 60% impiegati; Immergas 90% operai e 50% impiegati; Walvoil 80% operai.
Agroalimentare: Riunite 85%; Progeo 80%; Montorsi 60%; Veroni 60%.
Chimico-ceramico e gomma plastica: mediamente l’80%.
Non erano interessate allo sciopero alcune categorie di lavoratori (bancari e assicurazioni, scuola e università, pubblico impiego, trasporti e tutti i settori privati vincolati al rispetto della legge 146) per le quali sono previste iniziative di mobilitazione nei prossimi giorni
Sul palco sono intervenuti Vittorio Manicardi, del sindacato pensionati SPI; Paola Ambrosini, della Funzione Pubblica; Mamoud Asghar, del Coordinamento Immigrati; Luca Chierici, del sindacato commercio e servizi Filcams; Sergio Guaitolini, del sindacato metalmeccanici Fiom; Maria Cotov, a nome della Rete degli studenti medi.
La conclusione della manifestazione è stata affidata al segretario provinciale della Cgil Mirto Bassoli. Nel suo intervento Bassoli non ha risparmiato critiche al governo Monti parlando di tagli inaccettabili e ha ricordato le tante emergenze economiche, sociali e del lavoro che segnano la fase attuale del Paese: il rischio di una nuova recessione; la situazione del lavoro e dell’occupazione, estremamente pesante; la condizione dei pensionati; la corruzione, l’illegalità e l’evasione fiscale; i fattori di disuguaglianza sociale. “E’ proprio a fronte di un quadro di questa natura che risulta impossibile accettare che si risponda a questa gravissima emergenza finanziaria facendo essenzialmente cassa sulle tasche e sulla condizione dei pensionati. La manovra ha poi anche un’altra gravissima colpa: non voler aggredire le grandi ricchezze e i grandi patrimoni, contribuendo per questa strada – come sarebbe necessario – a ridurre i fattori di disuguaglianza, rispondere alle esigenze di messa in sicurezza dei conti pubblici oltre che sostenere le politiche per la crescita”.
Bassoli ha ricordato anche l’altra ragione alla base dello sciopero, che ha provocato una profonda frattura nel fronte sindacale: ciò che sta accadendo alla Fiat e nel settore metalmeccanico. “Speriamo che oggi pomeriggio non accada ciò che successe il 31 ottobre 2008: al mattino la grande manifestazione di tutte le sigle sindacali sulla scuola; il pomeriggio il primo accordo separato del Pubblico Impiego che avviò una lunga, tremenda, stagione di accordi separati”. Una delegazione della Cgil, guidata dal segretario Mirto Bassoli, nel pomeriggio ha incontrato il Prefetto al quale sono state esposte le ragioni della protesta ed illustrate le modifiche alla manovra richieste dal sindacato e già illustrate all’audizione del 7 dicembre alla Commissione Bilancio della Camera del Deputati.