Nella giornata di ieri, lunedì 21 aprile, all’isola del Giglio è arrivata la Conquest MB1. Si tratta della nuova chiatta-gru con la quale si svolgeranno i lavori per la rimessa in galleggiamento della Costa Concordia. La Conquest MB1, che batte bandiera olandese, ha sostituito la Micoperi 30 a fianco del relitto della nave naufragata il 13 gennaio 2012. Posizionata sul lato di dritta della Concordia e dotata anche di alloggi per 60 persone, servirà ai tecnici della Titan Salvage e della Micoperi per l’installazione dei 19 cassoni ancora necessari per il rigalleggiamento (15 a destra e 4 a sinistra della nave).
Continua intanto a tenere banco la questione della scelta del porto di destinazione della nave. I candidati sono molti: Marsiglia (Francia), Izmir (Turchia), Piombino, Genova, Civitavecchia, Palermo, Gioia Tauro e Taranto (Italia), ma anche un porto inglese, uno norvegese ed uno cinese. Sembrerebbe che la Turchia fosse avvantaggiata dato il prezzo concorrenziale dell’offerta di Izmir per lo smaltimento del relitto (40 milioni di dollari contro i 200 milioni di euro proposti da Civitavecchia). Resta da capire, tuttavia, come possa essere disattesa una delibera del Consiglio dei Ministri che, l’11 marzo del 2013, aveva stabilito che il relitto della Concordia dovrà essere smantellato nel porto più vicino. C’è da attendersi che venga prodotta una nuova delibera del Consiglio dei Ministri per trasferire la Concordia in Turchia? Entro la fine di aprile si dovrebbe sapere quale porto verrà ufficialmente scelto per la demolizione della balena d’acciaio costata la vita a 33 persone (32 vittime ed un sommozzatore spagnolo deceduto durante i lavori di rimozione). Se, però, Piombino sarà effettivamente in grado di accogliere la nave entro settembre, sarà difficile giustificare la scelta di un porto straniero.
Entro settembre il porto livornese dovrebbe avere un bacino capace di accogliere la Concordia e Piombino potrebbe essere in grado di presentare una soluzione economica intermedia (intorno ai 100 milioni di euro) per le spese di demolizione. Ma se anche così fosse, resta da capire se Piombino sarà farsi trovare pronta all'appuntamento. E se, come tutto lascia presagire, la Concordia non verrà rimossa dalle secche di Punta Gabbianara durante la stagione turistica.