Concordia, due anni dopo

Il vescovo di Grosseto, monsignor Guglielmo Borghetti, lo ha ricordato nella sua omelia tenuta durante la messa di oggi, lunedì 13 gennaio, tenutasi nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano: in quella stessa chiesa, due anni fa, molti naufraghi trovarono rifugio. Si usarono anche i paramenti sacri per riscaldare i naufraghi semi-congelati dall’acqua invernale del Giglio. I Gigliesi furono i veri eroi di quella notte, ha spiegato il vescovo. All’isola del Giglio c’erano proprio tutti, oggi. Tutti a commemorare le vittime del naufragio del 13 gennaio 2012. Tutti a dire, ancora una volta, grazie ai Gigliesi che, quella tragica notte di due anni fa, dimostrarono una straordinaria umanità nel soccorso dei naufraghi della Costa Concordia.

C’erano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente della Camera, Laura Boldrini, ed il presidente del Senato, Pietro Grasso. C’era il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ed il presidente dell’Osservatorio per la rimozione della Concordia, Maria Sargentini. C’erano, soprattutto, tanti giornalisti, i parenti delle vittime ed alcuni dei naufraghi scampati alla tragedia. Alcuni, invece, mancavano. Umberto Trotti, sopravvissuto al naufragio assieme alla moglie a due figli piccoli, ha preferito non recarsi al Giglio. La moglie, ha spiegato, non è ancora riuscita a superare lo shock per quanto accaduto sulla nave che naufragava. “Dimenticare è difficile”, ha spiegato il naufrago umbro.

Non c’era nemmeno Francesco Schettino, il capitano della Concordia che tutti ritengono il principale responsabile della tragedia. Schettino avrebbe dovuto essere in aula a Grosseto per rispondere alle domande dei giudici che si occupano del processo sul naufragio. A causa dello sciopero degli avvocati, però, l’udienza di oggi è saltata. Il capitano della Concordia ha allora espresso “profondo cordoglio” per quanto avvenuto due anni fa. “Il dolore è indelebile”, ha dichiarato ai giornalisti. L’ex comandante ha voluto associarsi al minuto di silenzio commemorativo proposto da una trentina di naufraghi giunti fino al Teatro Moderno di Grosseto, dove avrebbe dovuto tenersi l’udienza di oggi, per ricordare le vittime della tragedia del Giglio. Dopo il minuto di raccoglimento, osservato dai naufraghi e da avvocati e magistrati presenti in aula, l’udienza è stata poi rinviata al 27 gennaio.

A due anni dal naufragio, la Concordia fa un po’ meno paura. Nel cantiere attorno al relitto le attività sono meno frenetiche. Le attrezzature poste “a guardia” della nave sembrano sorvegliarla senza problemi. La Concordia è stata rimessa in assetto verticale. È sommersa per 32 metri. Per 32 metri come 32 furono le vittime del naufragio. Per 32 metri come 32 sono le miglia che separano il Giglio dal porto di Piombino. Eppure, nonostante la cabala spinga per un trasferimento nel porto toscano, Piombino si allontana.

L’operazione di recupero della Costa Concordia è un gigantesco affare, non solo mediatico. Fino ad oggi il raddrizzamento e le altre operazioni sul relitto sono costate circa 600.000.000 di euro altri 30.000.000 di euro circa potrebbero costare il trasferimento della nave ed il suo smantellamento. Un grande introito, insomma, per chi dovesse assicurarsi la commessa. Ci sono 12 porti in lizza per il trasferimento della Concordia, molti stranieri. Ormai sembra inverosimile che la destinazione possa essere il porto livornese. I lavori di adeguamento molto probabilmente non saranno ultimati per giugno, quando la nave dovrebbe lasciare il Giglio. E Costa Crociere ha già noleggiato la nave semisommergibile Vanguard, che servirà per allontanare la Concordia nel porto in cui verrà rottamata.

Ad aprile la Concordia potrebbe essere agganciata per il lato di dritta mediante cassoni che serviranno per rimetterla in galleggiamento. “Il progetto compiuto che dia ragione dei tempi, dei modi e delle misure di prevenzione e mitigazione ambientale messe in atto – ha spiegato Maria Sargentini – è essenziale per valutare ed autorizzare l'allontanamento della nave in condizioni di sicurezza della nave dal Giglio”. Molto improbabile che la destinazione possa però essere Piombino, nonostante la pressione della Regione. Entro marzo, ha concluso la presidente dell’Osservatorio, Costa Crociere dovrà comunque consegnare un progetto preciso e dettagliato della rimessa in galleggiamento e della rimozione.

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