Sciopero? Forse. Se Renzi non ritira gli atti unilaterali che portano al sacrificio degli stipendi per i dipendenti comunali (una riduzione conseguenza anche di due indagini sulla lievitazione, negli anni, del fondo per il salario accessorio da parte del Ministero delle Finanze e della Procura della corte dei Conti), circa 3mila persone (tante erano, sia pure per approssimazione, le persone intervenute all'assemblea generale del personale convocata per stamattina ll'ObiHall, ex-Teatro Tenda) hanno deciso di andare muro contro muro con l'amministrazione comunale. Una vera e propria guerra, che non si placa neppure con il ricambio, anticipato ieri dal sindaco in consiglio comunale, dei vertici amministrativi della gestione del personale: Antonella Manzione direttore generale, Giacomo Parenti vicario, e il sindaco che si avoca la delega finora in capo a Elisabetta Meucci, quella al personale. Con il compito di studiare subito un percorso giuridico che sospenda gli atti messi in essere dalla Corte dei Conti, quelli che hanno spinto l'amministrazione a varare il piano di restituzione soldi. E che si va a scaricare sui dipendenti comunali. E se sciopero sarà, prenderà corpo entro il prossimo 18 febbraio. Obiettivo? Il ritiro dei tagli alle buste paga. Intanto, ogni lunedì la protesta sarà portata al cospetto del consiglio comunale.
''Abbiamo deciso la linea dura perchè non ci fidiamo di quello che ha detto il sindaco Renzi ieri in consiglio comunale, vogliamo vedere fatti concreti'', ha spiegato Mauro Comi della Rsu. E cosa aveva detto ieri il sindaco? Oltre al ricambio ai vertici e alla sua diretta assunzione della delega, aveva anche annunciato una riorganizzazione completa del personale e della sua gestione, oltre ad avanzare un'ipotesi di "sospensione" dei tagli.
Tuttavia, ciò non è bastato, e Comi spiega perchè: " Anche nei mesi scorsi, quando c'era in ballo la campagna delle primarie, ci siamo fidati delle belle parole e delle promesse di Renzi, e poi è qui che siamo arrivati: taglio del fondo per il salario accessorio da 25 milioni a presumibilmente 14, con un danno medio a stipendio dei lavoratori colpiti pari a 2500 euro. Questa volta, però, non ci cadiamo''. E alla fine dell'assemblea, tutti in presidio davanti alla Rai e traffico bloccato per poche decine di minuti.
Intanto, un nuovo risvolto, per l'ampiezza del fronte che si sta aprendo, si affaccia nella vicenda dei tagli ai contratti dei dipendenti comunali. A mettersi di traverso, lo stesso segretario nazionale dell'Fp-Cgil Federico Bozzanca, con Antonio Lazzaro, segretario Generale dell'Fp-Cgil Toscana: “Ci sembra un fatto quantomeno surreale – commentano, riferendosi ai tagli ai salari – per di più avvenuto con una tempistica troppo chirurgica. Prima il Comune impone un contratto integrativo, poi la Corte dei Conti apre un'indagine per danno erariale ai danni di sindacalisti e lo stesso Comune interrompe l'erogazione del salario accessorio. Non vorremmo apparire sospettosi, ma questa sembra un'operazione ai danni del sindacato e della sua immagine”. La vicenda, come ormai noto, è oggetto di un'indagine della Corte dei Conti e ha scatenato un' accesa polemica tra le organizzazioni sindacali e l'amministrazione.
“I contratti si possono sempre migliorare e siamo sempre disposti a farlo, purchè l'amministrazione rispetti il nostro ruolo e ricerchi il consenso dei lavoratori. Quello del Comune di Firenze è l'ennesimo caso di atto unilaterale che registriamo dall'inizio dell'anno, fino a oggi il più grave. Quanto all'indagine per danno erariale da parte della Corte dei Conti – proseguono Bozzanca e Lazzaro – ci sembra davvero incredibile che possa essere rivolta a dei sindacalisti, visto che quelle spese sono state approvate dagli uffici e dagli organi politici del Comune. Parliamo di 900 euro lordi annui in media per la produttività collettiva, non di cifre astronomiche. Un'indagine di questo tipo, con questa tempistica, potrebbe avere un sapore intimidatorio”.
E, a parte l'ovvia chiamata in causa del sindaco Renzi (“Ci piacerebbe in tal senso sapere quale sia il parere del sindaco Matteo Renzi, visto che a quanto pare le decisioni sono state assunte da dirigenti comunali e a sua insaputa. Speriamo di avere sue notizie al più presto e siamo disposti al confronto", ricordano i due sindacalisti) comincia a evidenziarsi un altro profilo, che porterebbe, sembra di capire, a uno scontro sempre più esasperato: se infatti non si potesse contare su un confronto sereno con l'amministrazione, "saremo obbligati a intraprendere un percorso di mobilitazione – anticipano i due sindacalisti – visto che il caso fiorentino rappresenterebbe un pericoloso precedente per la contrattazione integrativa”.
Foto: Presidio davanti alla Rai – di Tommaso Ferrara