Non c'è appello, nel giudizio che l'Usb affida a una nota sindacale e che riguarda l'incontro avvenuto ieri fra amministrazione e rappresentanze sindacali. “Ancora una volta – si legge – l'incontro è stato caratterizzato dal pressappochismo della delegazione di parte pubblica, a cui non era presente neppure il Direttore Generale che è il capodelegazione. Siamo ormai al paradosso di una commedia che va avanti ormai da anni, una commedia nella quale ad ogni atto ci vengono propinate assurde novità”
Le novità di ieri? Eccole: “Alla nostra richiesta di conoscere quale fosse l’entità del fondo per l’anno in corso (2014), al di là della parte fissa, ci è stato addirittura risposto che la parte variabile sarà determinata dal Consiglio Comunale, come se il Consiglio improvvisamente diventasse il soggetto deputato alla contrattazione”.
“A fronte delle nostre richieste miranti a ristabilire le condizioni contrattuali relativamente alle indennità, immotivatamente cancellate – continua la nota dell'Usb – ci è stato risposto che la situazione generale “è peggiorata” e che pertanto non avremmo potuto avanzare simili richieste, della serie qualcuno deve fare i sacrifici…….Peccato che ha fare i sacrifici vengano sempre chiamati i lavoratori che hanno subito solo nell’ultimo anno una decurtazione dai 2000 ai 3000 euro, ed invece non si toccano le retribuzioni dei Dirigenti e degli assunti a chiamata”.
“Crediamo fermamente anche alla luce dei fatti che in mancanza di chiarezza sulle risorse economiche da impiegare nella contrattazione decentrata – sottolinea il sindacato – sia impossibile procedere alla disamina della bozza contrattuale, una bozza per altro vede ancora una distanza abissale fra le proposte dell’Amministrazione e le richieste della RSU in particolare sulle modalità di attribuzione delle indennità e sulla loro erogazione, che vedrebbe tantissimi lavoratori esclusi dall’accesso a queste”.
“A fronte di quanto sopra ed in considerazione della situazione politica nell’Ente anche alla luce delle prossime elezioni di maggio – conclude la nota – crediamo si renda necessario riattivare momenti ampi di confronti fra tutti i lavoratori e le lavoratrici, per costruire insieme se necessario anche momenti di mobilitazione e lotta a difesa delle nostre condizioni di lavoro e salariali, perché non è pensabile di svolgere lo stesso lavoro con l’incertezza rispetto a quale sarà la nostra reale retribuzione”.