Pisa – Crolla il fatturato delle aziende, appello alla politica di Cna. La confederazione dell’artigianato pisano lancia l’allarme e chiede “una sterzata immediata”. Il fatturato della aziende è sceso in un anno del 13,3%. Il crollo interessa soprattutto il manifatturiero: -16,3%. Concorre al crollo del tessuto industriale, spiega il direttore Pampaloni, anche l’affidamento di lavori pubblici a soggetti unici, piuttosto che alla rete delle ditte locali. Pur preoccupandosi degli effetti sull’occupazione, Cna avvisa che le imprese saranno costrette, per la sopravvivenza, a tagliare i loro dipendenti.
”Altro che ripresa, il trend della nostra economia è negativo – ha detto il presidente della Cna pisana Andrea Zavanella, commentando i risultati del rapporto Trend sulle tendenza dell’economia artigiana in provincia di Pisa. Si va verso il burrone ed e’ necessaria una decisa sterzata per invertire la tendenza”. Il fatturato è sceso del 13,3% rispetto all’anno scorso e in termini assoluti il volume d’affari passa dai 695,4 milioni di euro del 2012 ai 602,9 milioni del 2013. Le Costruzioni calano del 14,4%, risultato decisamente peggiore rispetto alla performance regionale (-2,9%), e il manifatturiero registra una discesa addirittura del 16,3% mentre la media toscana mostra una diminuzione dell’1,9%.
”Le imprese del territorio sono tagliate fuori da scelte politiche miopi e discutibili – ha aggiunto Rolando Pampaloni, direttore generale della Cna pisana – perchè sono stati dati in questi giorni oltre 20 milioni di euro di lavori senza gara con le procedure Consip per ospedali e altri edifici pubblici a un unico soggetto escludendo a priori le ditte locali che hanno finora garantito realizzazioni e manutenzioni. Questa non è la direzione giusta per creare ricchezza, efficienza e trasparenza. Siamo preoccupati per la tenuta occupazionale delle nostre imprese’‘. Dura anche Barbara Vannini (Cna Costruzioni): ”Rappresentiamo imprese che lavorano da decenni con i privati e gli enti pubblici, ma proprio adesso che c’è la crisi la penalizzazione maggiore la stiamo subendo dalle pubbliche amministrazioni. L’ossigeno è finito e saremo costretti a tagliare sui dipendenti”.