Circling: Giuseppe Penone

Giu888f507de1fc17db2205e014b6fab49eseppe Penone è un artista concettuale e scultore, oggi considerato uno dei più importanti esponenti dell’arte contemporanea. Ho avuto occasione di visitare una sua personale alla Gagosian Gallery di Londra: una raccolta coerente e sintetica che percorre trasversalmente il concetto della circolarità della natura e della vita, presente in molte opere dell’autore. Nato in provincia di Cuneo nel 1947, il percorso di Penone è iniziato all’Accademia delle Belle Arti di Torino. Il suo lavoro si inserisce all’interno di quella corrente denominata “arte povera”, che prende le distanze dai tradizionali temi figurativi e vi introduce materiali anomali, grezzi. La sua attività trova radici proprio negli anni ’60, nei quali si affermò una ritrovata necessità di riallacciare il perduto rapporto tra uomo e natura: ne derivano opere dense di una presenza ed essenza biologica. Si tratta d’altra parte di rappresentazioni antropocentriche, nelle quali è la mano dello scultore a liberare un’essenza celata dall’elemento naturale, visibile soltanto attraverso un processo di elaborazione.

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Una coscienza arcaica dei materiali e una grande sensibilità verso le forme di vita naturali lo portano a riflettere continuamente sull’uomo, l’arte, la natura, nel tentativo di riconciliare queste parti indissolubilmente legate. La scultura corrisponde dunque ad una necessità esistenziale per Penone, costituisce il mezzo attraverso il quale ricercare il senso che lega fra loro gli elementi. Il suo è un diretto contatto tattile (l’importanza dell’impronta dello scultore) e visivo, con gli elementi naturali tra i quali costruisce corripondenze e rapporti. Così per esempio la pelle del marmo si trasforma in spine di acacia, che seguono e riproducono le sue venature. Legno, terracotta, marmo, bronzo sono materiali assemblati secondo un nuovo ordine. Le parti della natura sono le stesse del corpo umano, la pelle, il cuore, il respiro, il profumo, il nettare delle cose, ciò che serve a Penone per tracciare mappe di relazioni che ricordano all’uomo che non è  solo ma legato alla natura. Così ritorna nelle opere il tema della circolarità, come fenomeno fisico di movimento, come ripetizione costante, meditazione, preghiera.

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I cerchi nel tronco dell’albero sono il tracciato della sua crescita, la corteccia è ciò che separa, conserva e culla la resina che ne è il frutto. Penone interagisce con la natura nel tentativo umano di possederla e di svelarne i segreti. Per comprenderne le opere è necessario stabilire un contatto con gli elementi naturali, percorrere con lo sguardo le geometrie e le irregolarità delle superfici, percepire la serenità delle composizioni, che rivelano la scoperta di un antico legame riemerso tra la terra e l’uomo. E così chiudere il cerchio.

Dal prossimo 5 luglio molte opere di Giuseppe Penone saranno a Forte del Belvedere e ai Giardini di Boboli di Firenze, raccolte in una mostra dal titolo “Prospettiva Vegetale”.

Anna Vittoria Zuliani

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