Firenze – – Sta crollando la struttura organizzativa delle grandi e tradizionali corse del ciclismo di vertice in Toscana. Per il 2015 dal calendario professionisti sono già ufficialmente “saltate” il G.P. Città di Camaiore e da oggi mercoledi esce ufficialmente di scena, dopo una quarantina di edizioni, il GP. Industria ed Artigianato di Larciano (Pistoia), altra popolare ed antica gara.
Questi due importanti abbandoni rischiano di essere seguiti dall’addio di altre corse professionisti che da decine e decine di anni si disputano nella nostra regione.
Una in grave pericolo è il quasi centenario Giro della Toscana che si disputava il giorno successivo alla corsa di Larciano (data scelta per contenere le spese) che nel 2014 ha avuto luogo alla fine di luglio.
Il “Toscana” da molti anni era completamente nelle mani di Dario Chianucci, appassionato ed irriducibile organizzatore aretino, che era riuscito a portare l’arrivo della prestigiosa gara nella sua città. Chianucci, purtroppo, è deceduto e nessuno pare disposto a raccogliere la difficile ed onerosa eredità.
Sempre nel campo dei professionisti a forte rischio c’è pure il G.P. Industria e commercio a Prato in programma a settembre; mentre qualche incertezza – ma sarà superata – anche per la classica Coppa Sabatini a Peccioli di Pisa in calendario ad ottobre. Insomma al momento di sicuro sono rimaste il G.P. Costa degli Etruschi in programma domenica prossima 8 febbraio con partenza da San Vincenzo ed arrivo a Donoratico e la corsa denominata “strade bianche” ai primi di marzo con partenza da Poggibonsi ed arrivo a Siena.
I motivi di questi abbandoni sono essenzialmente la mancanza di soldi. Le corse costano sempre di più, gli sponsors privati ormai si contano sulle dita di una mano e sono disposti a contribuire con cifre sempre più ridotte; le banche, una volta sostanziosa fonte di risorse per il ciclismo, hanno tirato i remi in barca; gli enti pubblici – Regione, province che non ci sono più, amministrazioni comunali – hanno le casse vuote.
Motivazioni e disagi si rilevano bene nella lettera inviata questo pomeriggio mercoledi 4 febbraio alla Lega Ciclismo dalla Ciclistica Larcianese, firmata dal presidente Urbano Borgioli e dal direttore organizzativo Bruno Ferrali, con la quale comunicano, appunto, la pur sofferta rinuncia a proseguire dell’organizzazione della loro corsa.
Questi i punti della lettera.
1- Scarsa considerazione verso gli organizzatori da parte degli Organi internazionali;
2- Nessun interesse da parte dei gruppi sportivi della classe Word Tour (è quella di maggiore livello nella quale militano i campioni n.d.r.) a partecipare alla nostra corsa, ma in genere alle gare dello stesso livello, nonché richieste in molti casi di rimborsi improponibili;
3- Le spese per dar vita alla corsa lievitano ogni anno.
4- Sponsors, che a causa della crisi economica, si sono ritirati ed ai pochi che sono rimasti non può essere garantita la partecipazione di corridori di primo piano, quindi non c’è un significativo ritorno di immagine;
5- Enti pubblici che si limitano ad offrire premi di rappresentanza quali coppe e trofei;
6- Spese di produzione del servizio Rai che siamo costretti ad accollarci;
7- Gli obblighi e le imposizioni dell’Unione Ciclistica internazionale sono sempre maggiori : nuova figura del delegato tecnico; autisti di vetture ufficiali in possesso di abilitazione; rimborsi spese da pagare ai Gruppi partecipanti al più tardi alla fine della corsa; riduzione del numero massimo da 10 a 8 dei corridori partecipanti per squadra; inserimento continuo di nuove gare nel calendario internazionale tali da creare concomitanze impossibili a fronteggiare; poco interesse da parte degli organi di stampa ad illustrare la corsa, ma solerti quando si tratta di casi di doping.
foto dal sito ufficiale http://www.girodellatoscana.it/