Firenze – Centro sociale Oltrarno, via Santa Monaca: un luogo dove sono allocati tre centri sociali, Centro Storico, Oltrarno e Legnaia, con 4 amministrativi, diciassette assistenti sociali, un addetto amministrativo e un esecutore polivalente. Al di là dei termini tecnici, un cuore pulsante di storie e persone, servizi e ascolti in pieno centro storico, una vera e propria presenza che negli anni si è affermata come di fondamentale importanza per la zona. Ebbene, i responsabili per la sicurezza di Santa Monaca si sono sentiti ventilare una riduzione del personale di portierato in servizio di appalto: si passerebbe, nella prossima gara, da due persone ad una.
Impossibile gestire una situazione comunque molto complessa con un solo portiere, dicono i responsabili per la sicurezza del Comune di Firenze, che hanno inviato una lettera all’assessore al personale Federico Gianassi, a quello al welfare Sara Funaro, nonché ai vertici amministrativi del Comune, al medico competente e ai lavoratori e lavoratrici del Comune di Firenze.
Ed ecco cosa succede a Santa Monaca nello svolgimento delle sue attività: “Attualmente tre giorni alla settimana viene svolto il servizio di segretariato sociale con la presenza di un ulteriore assistente sociale – spiegano i responsabili sicurezza – poi tutti i lunedì c’è il ricevimento per il Punto Insieme con relativo accoglimento delle domande. Probabilmente – aggiungono – nella riorganizzazione del servizio sociale, in questa sede gli accessi al segretariato potrebbero aumentare e pertanto è importante che un portiere risponda al telefono e l’altro si occupi dell’accoglienza e delle informazioni, compiti assolutamente non sovrapponibili”.
Passiamo alle mansioni svolte dai due portieri attualmente in servizio: entrambi con esperienza pluriennale, attualmente prestano servizio per i tre centri sociali “svolgendo differenti mansioni: uno si occupa di centralino, l’altro di accoglienza e filtro (il filtro è importante perché serve anche come deterrente, per eventuali episodi di aggressione) , e sono entrambi occupati a tempo pieno”.
Un’ipotesi, quella ventilata di riduzione del personale, che riempie di stupore, secondo quanto loro stessi comunicano, i lavoratori e soprattutto i responsabili per la sicurezza, “anche perché – rammentano – nell’incontro avuto tra l’ass.re Gianassi ed i RLS in data 12/09/2014 ci fu una comunanza di opinioni di obbiettivi. Noi RLS avevamo messo in rilievo alcune problematiche: maggiore tutela dei lavoratori esposti attraverso la richiesta di costituzione di parte civile del Comune in caso di procedimento giudiziario ed anche procedere a diffide nei confronti dei pregiudicati o soggetti conosciuti; l’estensione della copertura assicurativa (polizze per danni) a tutela dei rischi che il dipendente può incontrare nell’esercizio del suo lavoro; maggior coordinamento degli uffici preposti in ambito sociale / amministrativo allo scopo di fornire informazioni univoche ai cittadini; l’elaborazione di nuovi protocolli per la gestione di tali emergenze sulla base dei dati e delle indicazioni fornite dai gruppi di lavoro dei SIAST”.
Inoltre era stato richiesto anche un impegno sulla formazione di aggiornamento per tutti gli assistenti sociali. Non solo: si era parlato anche di “organizzare formazione/ supervisione periodica per tutti gli altri soggetti che risultano a contatto con questi fenomeni al fine di evitare episodi di burn-out: Patrimonio Immobiliare, Anagrafe, vari front-office e soprattutto portinerie che sono il primo filtro”.
Insomma un vero e proprio piano per rendere non solo più adeguata la formazione degli operatori con un maggiore allargamento conseguente dell’area di sicurezza, ma fra le richieste avanzate si prendeva in considerazione l’ipotesi di avviare “percorsi di reinserimento lavorativo protetto anche con interventi psicologici adeguati per quei colleghi che sono stati oggetto di episodi di aggressioni e similari”.
Altro capitolo toccato nel famoso incontro con Gianassi, l’impegno di risorse economiche “per attrezzare adeguatamente gli uffici di ricevimento che talora risultano sprovvisti anche degli elementi base (telecamera / porte automatiche etc.), verificare la consistenza o istituire un capitolo in bilancio che preveda solo tali interventi con possibilità di controllo costante”. Insomma, più sicurezza anche strutturale per gli operatori, che al di là della teorica “condivisione”, avrebbe dovuto prevedere anche “l’intervento presso la Direzione Servizi Tecnici per calendarizzare tali interventi allo scopo di avere la certezza che vengano eseguiti e prevedere il loro controllo costante”.
E se conseguenza del piano condiviso e discusso con l’assessore, dicono gli esponenti della sicurezza, è “tagliare” i portieri, mettendone uno solo assolutamente inadeguato a coprire il carico di attività che compete a questo particolare ruolo, non ultimo quello di funzionare da primo filtro, oltre a rispondere adeguatamente alle richieste, i rileva che il risultato sarebbe quello di “esporre ulteriormente i colleghi del centro sociale ad eventuali pericoli e rischi”.
“Forse avevamo capito male ciò che era stato esposto in sede di incontro con i RLS e pure in Consiglio Comunale dall’assessore Gianassi?”, si chiedono gli esponenti della sicurezza dei lavoratori.
Ed ecco in buona sostanza cosa richiedono i lavoratori: “Si richiede all’Amministrazione Comunale di dare seguito agli impegni presi e nel caso specifico del portierato di Santa Monaca di rivedere il capitolato di appalto prevedendo due unità invece di una”. Inoltre, la missiva e dunque la situazione è stata portata a conoscenza di tutti i gruppi consiliari, “in modo che tutti siano in grado di trarre le opportune considerazioni”.