renzi festareggio“Voi che a Reggio Emilia avete creato per primi questa bandiera, aiutateci a dare ai giovani di domani la speranza di un Paese migliore. Viva il Partito democratico, viva l’Italia che dice sì”. Il premier Matteo Renzo sventola dal palco di Festareggio, tra gli applausi, il Tricolore.

E’ così che sceglie di concludere il suo intervento alla Festa dem, col tema cioè al centro del dibattito politico e, coincidenza, del confronto serale al Campovolo: il referendum sulla riforma costituzionale. “Non è in ballo un governo, ma la credibilità di un Paese”, precisa Renzi. Il premier arriva a Festareggio, dopo una visita al Centro Malaguzzi, sede di Reggio Children.

Ad accoglierlo c’è lo stato maggiore del Pd al gran completo: il segretario reggiano del partito Andrea Costa e quello regionale Paolo Calvano, il governatore Stefano Bonaccini, quasi tutti i parlamentari reggiani, amministratori come Giammaria Manghi, Luca Vecchi, Massimo Gazza, Marcello Moretti e la consigliera regionale Ottavia Soncini.

madonna leopolda
Renzi con Ottavia Soncini, la Madonna della Leopolda, che sabato convolerà a nozze col promesso sposo Massimo Gazza

Manca il ministro Graziano Delrio: “E’ all’anniversario di nozze, lo abbiamo autorizzato, a condizione che non faccia un altro figlio”, spiega, scherzando, lo stesso Renzi. Imponenti le misure di sicurezza attorno al premier che al suo arrivo visita prima lo stand dell’Anpi, dove ad accoglierlo c’è il presidente Ermete Fiaccadori e dove gli viene donata una maglietta rossa con la scritta Partigiano Reggiano, poi tappa allo stand del Sì. “Sono contento di essere qui, per tantissimi motivi.

Molti di voi vorrebbero parlare di politica, di quello che accade a Roma, anche se quello che succede a Roma non è politica e quindi non ne parliamo”, esordisce dal palco Renzi che, sullo stesso argomento (la crisi della giunta Raggi, ndr) prosegue: “Sono sinceramente dispiaciuto per ciò che avviene a Roma, ma se la loro reazione contro di noi è stata quella della superficialità, dell’attacco gratuito, talvolta vile, dell’’insulto, della polemica demagogica, del messaggio ‘sono tutti uguali’, noi non dobbiamo scendere al loro livello. Da presidente del Consiglio confermo la disponibilità a lavorare con Virginia Raggi “.

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Il Premier allo stand del “no” cerca di strappare (un sorriso) la maglietta antireferendaria ai partigiani reggiani

Il premier parla per circa 45 minuti, infiammando una platea gremita. Affronta i temi della politica internazionale, delle sfide e delle riforme del Governo, dei problemi del Paese ancora da risolvere. E la distinzione, per Renzi, è fra “un’Italia che dice sì al futuro e un’Italia che, impaurita, vuole fermarsi al livello di oggi”.