Acqua pubblica: i turbamenti dei giovani sellini

I Podemos dell’acqua pubblica spingono sull’acceleratore della rottura col Pd ispirandosi al defunto cagnolino Loukanikos. Dinamiche interne a Sel che poco o punto influiranno sulla scelta finale

Landini-insieme-a-Tsipras-di-Syriza-e-Iglesias-di-Podemos-780x334Potrà la minacciata “crisi di giunta” far cambiare idea al Pd, ma soprattutto ai suoi tanti sindaci, qualora i conti sull’acqua pubblica e la eventuale nuova società non dovessero convincere i primi cittadini, attesi la prossima settimana dalla famosa “assemblea della verità” su costi e conti della ripubblicizzazione dell’H2o, chi si terrà il 6 giugno?

No, non potrà, visto anche l’apporto elettorale e numerico della parte più s sinistra della coalizione, eppure sbandierare ogni tanto la possibilità che un rapporto (in questo caso politico) finisca bruscamente, può far bene alla coppia. L’acqua pubblica è comunque la miccia che l’ala dissidente di Sel, quella cioè che dissente dall’alleanza col Pd di Renzi, aspettava di accendere da tempo per concludere il progetto di rompere su tutti i fronti. Progetto già realizzato per metà a livello regionale quando Sinistra, ecologia e libertà, prima delle elezioni in Emilia Romagna, consultò i propri simpatizzanti per sapere il da farsi coi cugini maggiori. Vinsero i propugnatori della santa alleanza col 65% mentre i sostenitori di Tsipras decisero di correre da soli.

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Gruppo di giornalisti d’assalto nel verde di parco Cervi cerca di interpretare il Landini pensiero

Eppure quelle dinamiche interne a Sel oggi si riflettono anche sugli equilibri politici di maggioranza nel caso acqua pubblica. Non a caso, scusate il gioco di parole, proprio alla vigilia dell’assemblea dei primi cittadini, è arrivato a Reggio il più tsiprasiano degli aspiranti politici di casa nostra, il leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini, ad arringare le folle (un centinaio di persone) sulla coerenza che il centro-sinistra dovrebbe tenere proprio a proposito di acqua pubblica, visto che pari pari, è contenuto anche nei programmi.

E proprio appena poche ore prima il vicesindaco del comune di Reggio Matteo Sassi, unico rappresentante sellino nella giunta Vecchi, era stato messo all’angolo da un ordine del giorno del suo partito votato alla semi-unanimità: se acqua pubblica non sarà – è stata l’estrema sintesi – caro Matteo questa volta ti dimetti davvero.

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Emiliano Codeluppi versa un bicchiere d’acqua privata al leader Landini

Eppure Sassi, novello Massimo Mezzetti, l’assessore regionale di Sel nella giunta di Stefano Bonaccini alfiere della tenuta di coalizione, ha cercato fino all’ultimo con un’operazione di cerchiobottismo cristallino, di perorare la causa del “piano B” salvando capra e cavoli. Ovvero la proposta di una società dell’acqua misto pubblico-privato: da una parte la concessione del servizio, dall’altra la compagine sociale.

Ma se il futuro della eventualmente nuova gestione del servizio idrico reggiano è ancora da decifrare (i sindaci reggiani sono nettamente divisi ed incerti sul da farsi), il destino sellino sembra ben orientato. I più giovani tra i sellini locali (Cosimo Pederzoli e Lucia Lusenti in testa) hanno recentemente fondato il circolo Loukanikos (luganega in greco), ispirandosi al famoso cane anti-troika di Tsipras. I più attempati e/o moderati tra i sellini invece (che fanno capo a Franco Ferretti) hanno immediatamente replicato col circolo Enrico Berlinguer. Si può capire che ormai l’unico filo che li unisce è comunque far riferimento entrambi alla classe dei mammiferi.

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