Dicono che insegnare sia una vocazione, non un mestiere. Se le cose stanno così, l’illuminazione è arrivata un po’ in ritardo per Loredana Dolci, già assessore provinciale con delega al Bilancio e oggi massimo dirigente di Palazzo Allende. D’altra parte non è la prima volta che la Dolci imbocca la via di Damasco nel corso della sua carriera politica: già segretario regionale del Pdci, aveva abbandonato il partito in campagna elettorale, pur essendo candidata, e si era messa a fare il tifo per il Pd. Espulsa dal Pdci, additata come transfuga dagli ex compagni, Loredana si è scrollata la polveredai sandali e ha continuato ad occupare una comoda poltrona a palazzo Allende, prima come assessore e oggi come dirigente. Ma adesso che il futuro della provincia è più che mai incerto e l’unione con Modena si fa sempre più vicina, si dice “angosciata” per il suo futuro. Mala tempora currunt, dicevano i latini, come darle torto? Il caso ha voluto, riferisce la Gazzetta di Reggio, che dopo 22 anni di attesa nei meandri delle graduatorie sia spuntata una cattedra di economia aziendale all’istituto Filippo Re. Ma per la Dolci si è posto un problema: da dipendente con un contratto a tempo indeterminato non avrebbe potuto accettare l’offerta e il ministero della Pubblica istruzione voleva una risposta entro pochi giorni.
Ecco la soluzione: la giunta provinciale nel corso di una seduta appositamente convocata il 30 agosto scorso ha emesso una delibera per cambiarle il contratto: da dirigente a tempo indeterminato a dirigente a tempo determinato. Due anni di aspettativa nel corso dei quali la Dolci sarà una sorta di consulente in modo da non risultare dipendente diretto dell’ente ma continuare a a figurare come dirigente con delega al lavoro, alla formazione professionale, alle risorse umane nonché responsabile del servizio appalti e contratti. Ovviamente senza toccare lo stipendio: 85 mila euro lordi l’anno più le indennità di risultato. Nel corso della seduta di giunta che si è occupata del suo caso, la Dolci ha addrittura ricoperto la carica di segretario generale e ha firmato in calce l’ordinanza.