Contro le ambite poltrone presidenziali degli enti di secondo grado destinate ai soliti noti, un ristretto giro di cosiddetti trombati della politica, riciclati poi dai partiti nelle municipalizzate. La nuova mozione di iniziativa popolare è pronta a sbarcare in consiglio comunale a Reggio ad opera ancora una volta dell’associazione Reggio democratica reduce dalla recente bocciatura, sempre in sala Tricolore, della mozione che chiedeva il taglio dei compensi agli amministratori e del numero di assessori.
Nel mirino dei promotori, Zeno Panarari, Antonio Casella e Renzo Tamagnini, che questa volta hanno già il parere positivo del segretario comunale, le nomine in Rete, Fcr, Act-Seta, Agac ma anche quelle automatiche di rappresentanti comunali senza una previa specifica selezione dettata da competenzI banchetti di raccolta firme inizieranno già nel fine-settimana; i promotori esporranno anche i nomi dei consiglieri comunali che hanno votato contro la loro ultima mozione “meno assessori, più asili”, tutti del Pd tranne un consigliere di Sel.
I tempi? Probabilmente prima della pausa estiva. Probabile che centinaia di cittadini si rechino subito a firmare contro quest’altra pessima abitudine del palazzo. L’ultima volta i promotori della mozione popolare anti-casta raccolsero le firme necessarie in poche ore. Starà poi al consiglio comunale dare prova se vuole davvero cambiare qualcosa in questo decadente Paese o essere corresponsabile del suo progressivo sfacelo