Caro bollette, Usb lancia la seconda mobilitazione nazionale

Firenze – Nuova mobilitazione nazionale chiamata da Usb, il 12 ottobre prossimo, con concentramento alle 10.30 in piazza dell’Isolotto per quanto riguarda Firenze. Il carovita ha raggiunto livelli insostenibili per lavoratori e famiglie, e i sindacati approntano le reazioni. In particolare, dall’Usb giunge, dopo l’ultima mobilitazione contro il caro bollette, un nuovo appuntamento contro “gli aumenti delle tariffe elettriche, della benzina, dei beni di prima necessità, dei generi alimentari stanno tagliando la capacità di acquisto delle famiglie e riducendo drasticamente la qualità della vita di milioni di persone”.

Secondo i conti del sindacato di base, “circa il 25% delle buste paga dei lavoratori e delle pensioni è ormai destinato a pagare le bollette della luce e del gas e già oggi si prevedono aumenti che porteranno il costo medio dell’elettricità per famiglia a 1322 euro annui”.

 Aumenti che, come ormai noto, “sono dovuti principalmente alla speculazione e al libero mercato che approfittando della guerra fanno crescere a dismisura i propri utili aumentando il valore delle materie energetiche molto al di sopra del loro costo effettivo”.

 Le aziende che erogano il gas e l’elettricità realizzano profitti iperbolici “dopo aver pagato il gas al suo prezzo reale e rivendendolo ai cittadini al prezzo stabilito dalla speculazione. Più di 40 miliardi di questi extra profitti oggi sono nelle casse delle aziende, quasi tutte a maggioranza azionaria di istituzioni pubbliche, statali e locali. La trasformazione in aziende a regime privato, anche se a maggioranza azionaria pubblica, ha consentito la scomparsa di qualsiasi agevolazione per le famiglie a basso reddito e enormi guadagni per le aziende che non hanno alcun obbligo formale di tutela dei cittadini”, spiegano dall’Usb.

Prezzi che crescono senza freno, stipendi e pensioni che stanno rapidamente calando, inflazione che in pochi mesi è passata dal 1% al 9%: un taglio netto quindi che rende ormai pressoché impossibile arrivare alla fine del mese.

 “Tutto questo non è colpa del destino – dicono ancora dall’Usb – ma di precise scelte economiche che negli anni hanno prodotto questa situazione: privatizzazioni; eliminazione della scala mobile, il meccanismo che mensilmente adeguava gli  stipendi e le pensioni al costo della vita”.

 “Dopo la prima giornata di lotta e di mobilitazione del 3 ottobre, quando migliaia di bollette sono state bruciate in tutta Italia davanti alle aziende del gas e dell’energia e davanti alla Cassa Depositi e Prestiti che, per conto dello Stato, è azionista delle maggiori aziende nazionali come Eni, Italgas, Snam, la USB chiama lavoratori e famiglie ad una nuova giornata di mobilitazione, lotta, scioperi da realizzarsi nei quartieri, nelle fabbriche e negli uffici contro l’aumento delle bollette e del carovita, per difendere i salari e gli stipendi dall’inflazione, perché la loro crisi e le loro guerre noi non le paghiamo”.

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