Caritas e Ance Firenze, accordo per avviare al lavoro i profughi ucraini e non solo

Firenze – Non saranno solo i profughi ucraini a poterne usufruire, ma tutti coloro che sono in difficoltà per ragioni economiche, legate ai tristi tempi che stiamo vivendo. Al netto, ovviamente, della grande ondata che in questo momento di fuga dalla guerra sta percorrendo l’Europa e che vede proprio negli ucraini la comunità ad ora nell’occhio del ciclone. Scappare dalle bombe e arrivare in un Paese accogliente, che dia la possibilità di mettere in piedi, come giustamente ricorda il direttore della Caritas Diocesana  Riccardo Bonechi, una nuova fase della propria vita, non può prescindere da due pilastri, casa e lavoro. Entrambi indispensabili a preservare la dignità degli esseri umani. 

Tralasciando (per ora) la casa che è un’enorme terreno minato, come ricorda il direttore della Caritas, l’accordo di collaborazione a sostegno della popolazione ucraina e non solo, ha l’obiettivo di fornire ai profughi  una possibilità di avviamento al lavoro previa apposita formazione professionale. L’iniziativa è stata promossa da Caritas Firenze e Ance Firenze. Il meccanismo messo in moto ha il fine di favorire  l’incontro tra domanda e offerta di manodopera per il settore edile, che oggi ha le condizioni per accogliere nuovi lavoratori, al netto delle difficoltà e mille isnidie che si stanno evidenziando, in particolare a causa della guerra russo-ucraina, che mette in cntinuo dubbo il fornimento e il costo delle materie prime, in un settore, quello dell’edilizia, che per sua natura è molto legato alle contingenze economiche e storiche del Paese.

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Firenze Ance ha comunque effettuato una propria indagine sulla capacità di inserire manodopera proveniente dall’Ucraina e altri Paesi presso le proprie associate, da cui è emersa una buona disponibilità. Caritas Firenze da parte sua provvederà tramite le proprie banche dati a verificare l’esistenza di profughi ucraini e non solo, da inserire nelle imprese edili.

“Al di là dell’aspetto essenziale dell’accoglienza curato da istituzioni come Caritas, la possibilità di un lavoro che permetta una autonoma sussistenza
riteniamo sia fondamentale per chi ha dovuto lasciare la propria casa e la propria occupazione, senza sapere quando potrò tornarvi e se le condizioni saranno le stesse di quando è partito. Quello che ci proponiamo – spiega il presidente di Ance Firenze, Pierluigi Banchetti – è di rilevare e monitorare le competenze professionali e le esigenze formative di queste persone in cerca di occupazione al fine di introdurli nel settore anche tramite formazione di settore erogata dall’Ente di riferimento Scuola Edile CPT di Firenze, soprattutto per la parte obbligatoria all’ingresso di manodopera in edilizia. Così da garantire anche una doverosa sicurezza”.

L’accordo, che avrà valore anche per i profughi in arrivo da altri paesi, è “un protocollo importante – sottolinea l’assessore a Welfare Sara Funaro – per cui ringraziamo Ance che ha deciso, insieme a Fondazione Solidarietà Caritas e a Caritas Diocesana, di dare un segnale importante di inclusione dei cittadini ucraini che stanno scappando dalla guerra”. L’assessore ha anche precisato che la decisione di rivolgersi in prima battuta ai profughi ucraini è stata presa anche in considerazione che, mentre per gli ltri profughi esistono canali precisi che tengono conto della necessità degli stessi di impiantare una nuova e intera esistenza nelnostro paese, la maggioranza dei profughi giunti dall’Ucraina ha come scopo quello di tornare, a guerra finita, nel proprio Paese. Una prospettiva che cambia un poco le carte in tavola, e che conduce a pensare “provvedimenti immediati e particolari per gli ucraini”. anche se, comespecificato più volte, la possibilità lavorativa che asce con questo accordo è allargata anche a profughi di altre nazionalità. Ma è, in molti casi, la burocrazia italiana a impedire l’avviamento al lavoro di profughi o migranti in generale che richiedono accoglienza in Italia. Infatti, spiegano dalla Caritas, “i centri di accolgienza sono pieni di ragazzi che attendono l’esito delle loro richieste e che nel frattempo non posssono lavorare. Si tratta di processi molto lunghi, che contemplano anche i possibili ricorsi e dunque per anni questi ragazzi non possono cercarsi, trovarsi a cominciare un lavoro”. Una trafila burocratica che per i profughi ucraini non viene in essere, grazie al fatto che la semplice richiesta del permesso di soggiorno ne consente l’assunzione come subordinati oppure l’apertura di una partita Iva. Ricordiamo che l’accesso al lavoro è uno dei diritti che si acquisiscono con la richiesta della protezione temporanea europea, prevista dalla direttiva 2001/55/Ce e attivata per la prima volta dall’Unione il 4 marzo, proprio per far fronte al massiccio arrivo degli sfollati dall’Ucraina.

“Dare la possibilità di avere delle prospettive di autonomia – ha continuato Funaro – è un messaggio forte e bello. Ci auguriamo che questa sia la prima di una serie di iniziative che vanno in questa direzione e che permettono ai cittadini accolti a Firenze di vivere il territorio come la loro casa”.

Il direttore della Caritas Diocesana Riccardo Bonechi e il presidente della Fondazione Solidarietà Caritas Vincenzo Lucchetti sottolineano, oltre a ringraziare “il presidente di Ance e tutti i suoi più stretti collaboratori che ci hanno proposto l’accordo per l’inserimento nell’ambito lavorativo nel settore edile in primis per i profughi ucraini e in seconda battuta tutti coloro che hanno perso il lavoro in questi due anni di pandemia”, il fatto che la collaborazione nasca “anche sul proseguimento delle borse lavoro che la nostra Caritas nel suo complesso e con la collaborazione della Fondazione Solidarietà ha già attivato da più di un anno per favorire il reintegro nel mondo del lavoro persone giovani e ancor di più di mezza età che a causa dell’emergenza Covid prima e successivamente alla guerra in Ucraina, hanno dovuto ricollocarsi a vario titolo per sopperire alle difficoltà economiche e finanziarie. E’ dunque ben accetta la collaborazione che scaturisce da questo incontro e ci auguriamo  sia foriera di nuovi inserimenti per dar voce ancora una volta alla solidarietà e al sostentamento di moltissime famiglie in stato di disagio”.

Quanto al meccanismo per l’accesso alla prima formazione, “i nostri centri di ascolto a cominciare da quello Diocesano – concludono gli esponenti della Caritas –  tutti i volontari che ogni giorno operano nelle nostre strutture, attraverso il nostro sistema informatico, potranno senz’altro segnalare tutti quei nominativi che potranno essere formati ed inseriti a pieno titolo nel comparto edile, ad oggi settore che necessita di tanta mano d’opera per soddisfare tutte le richieste che potranno scaturire”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Insorgiamo, Diario collettivo che diventa lotta comune, presentazione giovedì

Insorgiamo, Diario collettivo che diventa lotta comune, presentazione giovedì

Firenze – Sono passati quasi dieci mesi dalla chiusura dello stabilimento

Succ.
Stensen: montagne, ambiente, nuovi ospiti e “Il servo” restaurato

Stensen: montagne, ambiente, nuovi ospiti e “Il servo” restaurato

Firenze – La programmazione del Cinema Stensen

You May Also Like
Total
0
Condividi