Firenze – Dopo l’acceso dibattito nato nella città sulla trasformazione del cinema Odeon e l’appello, lanciato da Leonardo Bigazzi su Change.org e firmato da intellettuali e cittadini, Martino Montanarini, amministratore delegato di Giunti editore, e Gloria Germani, direttrice del cinema Odeon, hanno rivelato, in una nuova conferenza stampa, i più importanti cambiamenti che subirà lo storico cinema: una libreria a marchio Giunti con scaffali installati al posto della platea, il palco utilizzato durante il giorno per cultura, musica e teatro, mentre in galleria resteranno circa 180 poltrone per guardare i film che saranno proiettati soltanto la sera.
Ma i cittadini non ci stanno e continuano la loro protesta.
Abbiamo raccolto alcuni commenti:
“Ho cominciato ad amare il cinema da piccolina al mare. Lo zio della mamma possedeva una sala all’aperto. Una sala estiva. La casa era proprio attaccata allo schermo ed io mi addormentavo col suono di quelle voci. Con quei bisbigli misteriosi che parlavano a emozioni sconosciute. Poi il mio lavoro di attrice alla radio, in teatro e in cinema. Le mie collaborazioni ai grandi festival: France Cinéma, Festival dei Popoli, dove curai la prima rassegna di Cinema africano, Cinema delle donne, Cinema Svizzero, CinEuropa ecc ecc…e che dire dell’emozione di essere scelta in quanto attrice ed anche interprete di simultanea da Truffaut per la prima mondiale della “Donna della porta accanto”? Cinema appunto che tiene, trattiene e dà emozioni in uno scambio tra chi quel cinema lo guarda e chi lo fa. Uno scambio al buio, nel silenzio. Oggi é stato detto che la platea dell’Odeon sarà smantellata, tolte le avvolgenti, comode poltrone per lasciar posto a scaffali, che però si sarebbe potuto vedere documentari a ciclo continuo sentendoli col bluetooth, seduti, dove su panchetti?- in mezzo a chi parla, compra, entra e esce ….é una ferita per tutto ciò che il cinema rappresenta: emozioni condivise nel buio della sala. E così mi viene ancora un pensiero intimo e personale. Il mio primo documentario- docufiilm- fu proiettato in un Odeon strapieno. E sì conosciamo bene la galleria noi amanti del cinema, nonostante ciò era pieno…e mi dico che fortuna ho avuto a proiettarlo allora. Pensa che tristezza veder passare le immagini della guerra di Russia, le lacrime di chi racconta con una platea che segue e non segue, che paga, chiacchiera, in una monade isolata con auricolari…e no non potrei mai essere d’accordo, proprio per l’amore che ho per il cinema e di chi quel cinema lo fa, o essere felice di questa proiezione. Ogni pausa nel racconto, ogni suono, ha nel montaggio un suo perché che certo non sarebbe colto con questa fruizione mista. Mista che parola brutta…e io amo i libri, ne compro tantissimi ma lasciate vi prego la platea per il cinema. Pensate ad altre soluzioni per le idee che avete…per i libri…è pieno di spazi l’Odeon…pensateci. L’Odeon è un cinema che ci invidiano anche all’estero”
(Ornella Grassi, attrice e regista)
“Il cinema Odeon di Firenze è stato inaugurato nel 1922. Si chiamava Savoia. Le “prime” italiane più prestigiose spesso si facevano all’Odeon. Ci andavamo con tutta la famiglia, almeno una volta alla settimana, se non due. Io ero una bambina. Seduta sulla poltrona gialla di velluto, guardavo in alto, sopra il palcoscenico, la grande scritta dorata a caratteri maiuscoli che riportava una celebre frase di Lorenzo il Magnifico, che diceva così: “Chi vuol esser lieto sia, del domani non c’è certezza.”
Questa frase mi ha accompagnato per tutta la vita e mi sembrava, e ancora mi sembra, che essendo stata posta sopra il palcoscenico di un cinema, fosse quanto mai azzeccata e propiziatoria sia per la vita dei cittadini che per lo spettacolo tutto.
Adesso sembra che l’Odeon diventi una specie di supermercato di libri in mano alla Giunti, ditta dell’editoria fiorentina.
Peccato! Ci sono dei luoghi che dovrebbero essere preservati, come si preserva un lago, un bosco, un castello. Dov’è il Comune di Firenze? E’ sempre presente quando si tratta di aprire Minimarket, ristoranti, pelletterie o per annaffiare i turisti che siedono sulle scale delle chiese ma è totalmente assente quando si tratta di nutrire lo spirito dei cittadini. Possiamo fare qualcosa? “
(Vanna Paoli, regista cinematografica, sceneggiatrice e scrittrice italiana)
“Purtroppo dopo l’incontro di oggi i nostri dubbi sono diventati certezze. Il progetto GIUNTI-ODEON intende stravolgere irrimediabilmente la sala storica del Cinema Odeon di Firenze trasformandola di fatto in una libreria con uno schermo.
A questo punto il nostro appello non può che essere rivolto alle istituzioni pubbliche perché facciano tutto il possibile perché questa trasformazione non avvenga e si trovino soluzioni alternative. Più di 5000 cittadini aspettano delle risposte Rosa Maria Di Giorgi, Eugenio Giani, Dario Nardella, Alessia Bettini, Cecilia Del Re, Cristina Giachi”.
(Leonardo Bigazzi, cuatore de “Lo Schermo dell’Arte”)