Firenze – Il coraggio c’è stato, da parte dell’amministrazione, ed era quello di assumersi la responsabilità di cancellare la finale del Calcio Storico. E puntuale il sindaco Nardella, che ha preso su di se’ questa responsabilità, ha riferito in consiglio.
“Era prevedibile un epilogo dettato dalle decisioni degli organi disciplinari di fronte a pesanti irregolarità, piuttosto che dl gioco stesso. La decisione si è resa necessaria dalla situazione, ed è stata motivata dall’intenzione di dare nuova linfa al calcio storico. Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a annullamenti, sospensioni, da troppo tempo non riusciamo a cogliere i caratteri centrali di una manifestazione che sta a cuore alla città”.
E dunque, la vera, autentica spinta che ha motivato la decisione radicale si basa, come ha sottolineato il sindaco, “sul nostro convincimento di dare nuova missione a questa manifestazione”.
Ma non si può prescindere, aggiunge Nardella, dall’impegno di tutti. E il sindaco rilancia: “Serve l’impegno di tutti, consiglio comunale, istituzioni, colori. A loro mi rivolgo, a coloro che lo animano ogni anno convinti della necessità di portarlo al senso autentico di sfide sane. A più riprese ho richiamato alcuni aspetti, tra cui,, prioritario, il recupero dell’identità fiorentina. Il Calcio storico deve recuperare il desiderio di vivere una grande manifestazione di storia e folclore”.
Riassumendo, il primo cittadino si richiama al recupero di un sano agonismo, di un confronto anche duro, ma non sleale. “Troppe volte abbiamo assistito a ripetute violazioni delle regole – continua Nardella – quando un gioco viene negato nelle sue fondamenta dalla violazione delle regole, viene svuotato”.
Ancora, s’è persa, dice il sindaco, la godibilità del gioco. “Assistere a una partita in cui la palla se ne sta ferma e prevale la competizione fisica, non è godibile. Si chiama calcio in costume, decidiamoci”.
Conclude il sindaco: “Inoltre, le tre partite che aprono di fatto la stagione estiva con la festa di San Giovanni devono essere il culmine di una serie di iniziative che coinvolgono i quartieri, le scuole, i colori. Non è solo un problema di regole, ma anche una questione di missione, di cultura, di fiorentinità. L’appartenenza deve vivere durante tutto l’arco dell’anno. E’ una questione di credibilità”. Infine, la richiesta agli esponenti “istituzionali” del Calcio Storico, in primis il presidente Michele Pierguidi, di presentare le nuove regole. Che, come si sa, possono essere adottate solo dal consiglio comunale.
Ed è stato proprio questo il punto su cui il consiglio comunale ha chiesto più “voce in capitolo”, tant’è vero che, al termine della discussione consiliare, sono stati approvati due ordini del giorno: il primo, a firma dei consiglieri Pd Falomi, Bieber, Paolieri e Del Re, chiede che “l’amministrazione e il consiglio comunale si impegnino a collaborare alla realizzazione di un nuovo regolamento” del Calcio storico che si basi su “recupero identità fiorentina, rispetto della cultura e dei valori dello sport, rispetto delle regole, miglioramento del gioco, certezza dello svolgimento delle partite, apertura alle giovani generazioni, promozione a livello internazionale, possibilità di estendere la manifestazione anche ad altri periodi dell’anno”; il secondo, a firma Bassi, Stella, Amato, Grassi e Torselli, invita il sindaco ad “aggiungere alle quattro persone indicate che formeranno un gruppo di lavoro” per redigere il nuovo regolamento del Calcio storico “i capigruppo dei gruppi presenti in consiglio comunale”.