Tanto tuonò che piovve. Cosa non si sa. Magari piove davvero, acqua purificatrice, chissà. Fatto sta che dopo i concertoni più radical chic del Liga, quelli pop di Zucchero, quelli pieni zeppi di star filantropiche pro-alluvionati e quelli hollywoodiani alla Herry Styles, ora la Rfc Arena, più prosaicamente (come lo chiamano ancora al Tg1, Campovolo) cala il poker con Kanye West.

Quando? Venerdì 20 ottobre, attese 80 mila persone. Una manciata di giorni per organizzare il tutto. Mission solo apparentemente impossible. A nulla sono valse le agitazioni di Anpi e femminismi vari che avevano lanciato una fatwa (solo simbolica) all’indirizzo del noto rapper americano per le sue sparate filo hitleriane e le sue posizioni considerate sostanzialmente misogine.
E così ci mancava pure questo. Fortunatamente, si fa per dire, dalle nostre parti abbiamo gli anticorpi giusti per non restare troppo impressionati dai West che passano e se ne vanno. Ai Chiostri di San Pietro infatti saremo in piena estasi nostalgica per i 40 anni dei Cccp coi pezzi della “Bella époque” della Berlino est prima del crollo del Muro. Poi si terrà un presidio resistenziale davanti al murale del Partigiano reggiano. Così non si sa mai che West, dovesse mai passare dall’autostrada ed accorgersi di non essere propriamente il benvoluto, ci possa ripensare all’ultimo istante. Difficile però, con tutti i soldi che incasserà.
In foto al centro, un altro sgradevole fotomontaggio col rapper che pare baciare quel criminale di Hitler