Bufera selezione Maggio, interviene la Cgil

Non ha dubbi, la rappresentanza sindacale del Maggio Fiorentino: al di là di polemiche e facili strumentalizzazioni, “quanto avvenuto durante la selezione pubblica per il personale di sala” è “deprecabile e al limite della legalità”. Perché una presa di posizione, arrivata ieri, così dura? Non ha mezzi termini, il sindacato: “La gestione del concorso e le procedure utilizzate per la selezione non corrispondono ai criteri di trasparenza, imparzialità e correttezza che, al fine di sgomberare qualsiasi dubbio sull'esito …della prova, un bando ed una selezione pubblica dovrebbero invece garantire”.

Le fonti? Oltre a quanto appreso dai giornali, sono le testimonianze dirette di molti di coloro che hanno partecipato alle selezioni ) a essere portate come “prova” per il giudizio negativo del sindacato sullo svolgimento delle prove di selezione: “giudizi espressi superficialmente nei confronti di tutti i candidati ma soprattutto nei riguardi di coloro che stanno ancora oggi svolgendo il ruolo di personale di sala alle dipendenze della Fondazione. A questi lavoratori, “più fortunati” dei loro colleghi già esclusi a priori, con decisione unilaterale della Fondazione, dalla possibilità di partecipare alla selezione in quanto ricorrenti per la difesa dei propri diritti contrattuali e di legge, è stato di fatto imposto di sostenere questa nuova prova (in aggiunta a quella già effettuata al tempo dell’assunzione) per poter tentare di mantenere il loro rapporto di lavoro, dopodiché, a tutti è stata sbattuta la porta in faccia venendo considerati non idonei alla mansione”.

Sono anche citati, alcuni di questi “incredibili” (come si legge nella nota ) episodi: “come quello ad esempio di una attuale maschera la quale si è vista escludere dalla selezione per non aver raggiunto, al colloquio in lingua inglese, il punteggio minimo necessario all'accesso alla prova successiva, nonostante la stessa avesse vissuto per lungo tempo in Inghilterra. Viene il sospetto che, nei confronti del personale già dipendente, la Direzione abbia agito con l’intenzione premeditata di estrometterli, tralasciando volutamente le capacità, la competenza e la professionalità acquisite nel tempo anche attraverso corsi di formazione”.

Il risultato? “Alla fine ciò che è avvenuto è la rottamazione di massa dei “ vecchi dipendenti” e l’assunzione di nuovi volti. E che dire del bando di selezione non rispettato e delle più elementari regole di correttezza, imparzialità e trasparenza disattese? Le prove previste dal bando erano due: una in lingua inglese ed un colloquio. Orbene, in realtà ci risulterebbe che siano state effettuate tre prove, di cui una a dir poco discutibile con tanto di passerella e numerino in stile casting televisivo”.

Fra gli accadimenti che secondo la Cgil mettono una seria ipoteca sulla credibilità della selezione, c'è anche la scissione in 4 “sottocommisioni” della commissione (unica) d'esame. Un commissione che, “per ovvi motivi di equità, legittimità e correttezza, dovrebbe per sua natura essere unica, si è scissa miracolosamente in quattro, non garantendo pertanto a tutti i candidati le stesse condizioni e le stesse modalità di valutazione. E dulcis in fundo, le graduatorie e le votazioni sono rimaste “segrete”. In ogni concorso pubblico  – ricorda la nota – ciascun candidato, anche quello ritenuto non idoneo, ha il diritto di conoscere la valutazione attribuitagli dalla commissione. Venendo meno a prassi consolidate, per adesso, di tutto ciò non vi è traccia in Teatro: solitamente, e fino a poche settimane fa, sulle bacheche della Fondazione vi sono sempre stati pubblicati i risultati di ogni fase di una selezione, nel momento stesso in cui venivano resi noti, con i nominativi ed i relativi punteggi sottoscritti dalla Commissione Esaminatrice. Tutto ciò in perfetta linea con la richiesta al candidato di apporre la propria firma sul foglio nel quale sarebbe stato registrato il giudizio ancor prima che questo venisse espresso”.

Dunque, le conclusioni sono persino ovvie: “Questa RSA ritiene che la gestione della selezione sia stata in ogni suo aspetto quanto meno “confusa” e atta a dare adito a probabili strascichi legali – conclude la nota – E’ vero che i partecipanti sono stati moltissimi e questo può aver creato problemi nell’organizzazione, ma, proprio a fronte di una tale richiesta di lavoro e di tante speranze riposte, si sarebbe dovuto procedere nella maniera più limpida, imparziale e corretta possibile, rispettosa delle regole in modo tale da non ingenerare sospetto alcuno. Infine, ci preme esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà al Personale di Sala attualmente in forza presso il Teatro”.

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