Firenze – Ennesimo allarme per il caro bollette che, secondo quanto sostengono Cgil, Sunia e Federconsumatori Toscana lanciando il messaggio a Comuni e Regione, investiranno le famiglie come uno tsunami, lasciandole ad affrontare un autunno-inverno drammatico. E per questo, chiedono a gran voce interventi urgenti.
Non si tratta di una novità. Il fatto che le utenze di gas, luce e carburanti siano preda di una progressione degli aumenti insostenibile, è stato più volte denunciato dalle varie associazioni nel corso dell’anno, come ricorda la nota diramata. Ma finora, i provvedimenti governativi messi in atto non sono riusciiti nel compito di mitigare le bollette. “Il prossimo autunno, e ancor più il prossimo inverno, la questione dell’insostenibilità dei costi delle utenze domestiche e condominiali, uniti a quelli dei mutui prima casa e degli affitti, investirà come uno tsunami migliaia di famiglie toscane di lavoratori, pensionati e studenti fuori sede – sottolineano Cgil, Sunia e Federconsumatori – con grande preoccupazione e allarme, chiediamo ancora una volta non solo alle Istituzioni nazionali, ma anche a Regione ed Enti locali, impegni concreti ed urgenti che prevedano dilazioni del distacco delle utenze singole e condominiali in caso di morosità, rateizzazione del pagamento delle bollette senza applicazione di interessi, costituzione di un apposito fondo sociale per il contrasto al caro energia a sostegno delle famiglie di lavoratori con basso reddito, cassa integrati, licenziati, pensionati al minimo. Per raggiungere questi obiettivi chiediamo che i Comuni, gli ambiti Ato e Lode Erp, esercitino appieno il loro ruolo pubblico utilizzando, in via straordinaria ed urgente, gli utili e i dividendi che provengono dalle loro società di servizi partecipate per alimentare ed erogare il fondo”.
Un intervento, o meglio un piano di interventi, che è necessario se si vuole scongiurare uno scenario che impatterà non solo nella tenuta sociale del territorio, ma anche su livello occupazionale ed economico toscano. “Oltre 900.000 famiglie toscane, di cui 220.000 già economicamente compromesse dal caro affitti, dalla scadenza dello sfratto, dalla rata del mutuo, da rapporti di lavoro precario e sottopagato – scrivono entrando nel merito i sindacati e Federconsumatori – collasseranno, anche unitamente a interi sistemi produttivi, esasperando il disagio sociale e le condizioni di povertà”.