Firenze – La battaglia ora si svolgerà in consiglio comunale. Oggi giovedì 17 marzo passa in Commissione V -Cultura e Sport del Comune di Firenze una risoluzione, la 86/2022, dal titolo “Per favorire la funzione pubblica dei beni a rilevanza storico-artistica soggetti a pareri di competenza delle Soprintendenze”, che secondo i consiglieri di maggioranza sarebbe un atto necessario “per favorire la fruizione pubblica dei beni a rilevanza storico-artistica soggetti a pareri di comptenza delle Sovrintendenze”, mentre per i consiglieri Bundu e Palagi di Spc e per De Blasi e Masi di M5S si tratta di un atto che “depotenzia il ruolo e le funzioni della Soprintendenza”. La parola magica è sempre quella: semplificazione. E la semplificazione è ormai collegata strettamente, a un’altra parola magica: Pnrr.
I primi firmatari della risoluzione sono i consiglieri della Lista Nardella Mimma Dardano e Luca Santarelli. Il succo dell’atto, come spiega la stessa capogruppo Mimma Dardano in una nota in rete civica, è la richiesta rivolta al governo, ovvero “che venga “semplificata” la procedura della Sovrintendenza e, “di fatto, che non siano ritenuti vincolanti i pareri della stessa, appellandosi a un organismo superiore che a livello nazionale “uniformi” le Sovrintendenze. “Non si tratta di depotenziare la funzione di controllo della Sovrintendenza, in vista dei fondi del PNRR come hanno detto i consiglieri di Sinistra Progetto Comune e Movimento 5 Stelle che non hanno votato l’atto, si tratta di dare avvio agli iter per la realizzazione dei progetti finanziati con il PNRR, tra cui lo stadio Artemio Franchi, il cui progetto di restyling è stato recentemente presentato, ma non solo”. Dunque, la semplificazione richiesta non è agganciata al PNRR, tutt’altro, come precisa la capogruppo: “I tempi per l’approvazione, la realizzazione e la rendicontazione dei tanti progetti legati al PNRR sono strettissimi se paragonati al tempo medio di completamento di un’opera pubblica in Italia. Si deve arrivare ad una effettiva semplificazione normativa con lo snellimento delle procedure per l’attuazione dei progetti relativi al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza – PNRR, come già previsto con l’introduzione delle Soprintendenze speciali”.
A patire di più “di questa problematica”, prosegue la capogruppo Dardano, sono le città d’arte, “nelle quali spesso la realizzazione di nuovi progetti riguarda beni vincolati o si interseca inevitabilmente con essi. La tutela e la valorizzazione di un bene a rilevanza storico-artistica non può essere slegata dall’interesse pubblico dei cittadini di fruirne ed è necessaria una valutazione centrale del Ministero della Cultura che uniformi i comportamenti tenuti a livello periferico dalle varie Soprintendenze”. Dunque, pare di capire, i due interessi confliggenti, per i consiglieri, sono interesse pubblico da un lato, e interesse (pubblico) alla tutela dei beni artistici dall’altro. Arbitro del conflitto non possono essere le Sovrintendenze a livello periferico, per i consiglieri. Ma è necessaria una “super valutazione” da parte del Ministero. La risoluzione invita il Sindaco “ad attivarsi in tutte le forme possibili presso gli organi di governo”. Le finalità dell’atto passato oggi in commissione V: 1 – che nei pareri espressi dalle Soprintendenze Archeologia, Belle arti e paesaggio sia premiato l’interesse pubblico connesso alla fruizione dei beni storico-artistici insieme all’interesse legato alla sua conservazione e valorizzazione. 2- che per i progetti inseriti nel PNRR venga attivato un coinvolgimento diretto delle Direzioni Generali del Ministero della Cultura, che possano garantire tempi certi per l’emissione dei pareri e valutare uniformemente sul territorio nazionale l’equilibrio tra fruizione e conservazione del bene; 3 – ridurre i margini di discrezionalità delle Soprintendenze anche nella richiesta della documentazione progettuale nei casi di nuove realizzazioni, al fine di semplificare le procedure autorizzatorie e garantire agli enti proponenti tempi certi”.
Con una nota congiunta, Spc e M5S rendono noti i motivi per cui hanno votato no. “Non ci è chiaro in che modo si chieda di efficientare e semplificare la procedura delle Sovrintendenze – dicono – se non entrando a gamba tesa sulle decisioni di un ente chiamato a tutelare quello che è un bene pubblico, a discapito di chi è alla guida del governo del momento”. Il dubbio che s’affaccia è legato alle polemiche a tratti pesanti che hanno legato nei mesi addietro sindaco e soprintendente, ultimamente sulla questione ruota panoramica nel giardino poggesco del Forte Belvedere.
“L’atto nella sua forma iniziale, riportava la richiesta di “ridurre i margini di discrezionalità delle Soprintendenze” ed era evidentemente incompatibile e in forte contrasto con le norme nazionali che regolano la tutela del patrimonio artistico, paesaggistico e architettonico – dicono De Blasi, Budu e Palagi – anche la forma emendata dalla prima firmataria “efficientare e semplificare la procedura delle Soprintendenze” non esprime il nostro consenso sulla necessità di voler soprassedere all’autorità degli enti autorizzativi provinciali”.
“Questo atto ci sembra chiamato dal Sindaco – concludono Bundu, Palagi e De Blasi – che giusto poche settimane fa chiedeva a livello nazionale maggiori poteri in materia di cosa si può fare o meno in città, in quanto eletto dal popolo, mentre sempre secondo il Sindaco, il sovrintendente risponde solo a se stesso”.