Bene le reinternalizzazioni, ma senza disperdere le competenze

Firenze – Per ora sono voci, ma tanto basta per fare addensare nuove preoccupazioni all’orizzonte dei biblioprecari, ovvero quegli operatori delle biblioteche e dell’Archivio Storico del Comune di Firenze che, forti di competenze e formazione acquisiti non solo per titoli ma direttamente sul campo, rischiano di essere messi alla porta dalle modalità con cui il comune di Firenze sta scegliendo di operare una sbandierata reinternalizzazione dei servizi che, a conti fatti, rischia di essere attuata sulla pelle dei precedenti lavoratori “precari”. Uno status originale, quello dei lavoratori delle biblioteche. Dopo essere stati per anni appesi ai rinnovi di appalti, sempre col dubbio che alla prossima scadenza non ritrovassero il proprio posto di lavoro, ora che il Comune ha deciso per la reinternalizzazione del servizio, potrebbero essere estromessi una volta per tutte, con l’alternanza di altri lavoratori, assunti da un concorso non specifico, per i quali si stanno approntando corsi di formazione e cambio di profilo; necessari, dal momento che questi nuovi assunti sono pescati (si parlava di una prima tranche di 30 lavoratori) da un concorso per istruttori amministrativi, che dovrebbero finire a fare gli assistenti bibliotecari; figura prevista, precisa, con competenze proprie. Che differiscono del tutto dalle competenze amministrative possedute dai nuovi assunti.

E tuttavia, qualcosa si sta muovendo. Infatti, fra le voci che corrono, sembra proprio che si stia rodando  uno dei meccanismi che potrebbero ovviare a queste dissonanze. La grande “mossa” potrebbe passare intanto da un cambiamento del profilo professionale e dai corsi di formazione che si stanno velocemente organizzando per i nuovi arrivati. Buffo, da parte del Comune, organizzare corsi di formazione per gli istruttori amministrativi per farli raccapezzare in biblioteca … quando ci sono bibliotecari esperti, alcuni da loro da 15 anni, circa cosa deve fare un bibliotecario o aiuto bibliotecario che di dir si voglia. Nello specifico, dicono i biblioprecari che forse tra poco diventeranno bibliodisoccupati, non è certo contro le reinternalizzazioni che siamo critici, ma sul sistema di prendere personale altamente specializzato, finora precario in quanto agganciato alle cooperative in conseguenza alla grande ondata delle esternalizzazioni, e cacciarlo dalla finestra chiudendo le porte. Perché?

Ed ecco che emerge l’altro grande tema, che tuttavia ad ora non è stato rispettato nonostante gli impegni presi dall’amministrazione. Si tratta del promesso e per ora rimasto tale, concorso specifico per gli assistenti bibliotecari. Un concorso in cui gli istruttori amministrativi non dovrebbero neppure fare capolino, in quanto competenze, titoli, esami devono vertere sulla specifica figura tecnica dell’assistente bibliotecario. Bene. A questo concorso, come richiesto anche dalla Rsu di settore, i titoli dovrebbero fare giustizia per quei lavoratori che da 15-20 anni, da 10, da 5, stanno mandando avanti la baracca. Uno sforzo per modo di dire, in quanto le competenze acquisite sono reali, l’attività documentabile, la competenza misurabile. Ebbene, non solo il concorso ancora rimane sulle ginocchia di Giove, bensì sembra che gli anni spesi a servizio dell’utenza e della cultura da parte di questi lavoratori non saranno tenuti in conto in fase concorsuale. Sembra, anzi sembrerebbe, dal momento che ad ora, come comunicano le stesse Rsu, gli impegni presi qualche mese fa dallo stesso primo cittadino e dalla giunta, ovvero aprire un tavolo per decidere come e quanto valutare correttamente i titoli acquisiti negli anni dai lavoratori delle cooperative, non è stato nè convocato nè ricordato. Dunque, il rischio è: il Comune mette dentro istruttori amministrativi invece di bibliotecari, deve spendere denaro e tempo per formarli, deve procedere a un cambiamento di profilo professionale …. Mentre ha una squadra già formata  e pronta di persone che da anni stanno svolgendo questa attività con competenza, serietà e professionalità. Insomma, liquida un manipolo di professionisti per arruolarne uno di reclute. Non contento, quando indirà il concorso specifico per il ruolo, non prevede nessun bonus sostanziale per chi ha già servito per anni ed è già abile al ruolo. E chiama tutto questo “reinternalizzazione”.

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