Firenze – Momenti di rinnovati sentimenti ed ammirazione verso l’intramontabile figura di Gino Bartali stamani, 5 maggio, durante la commemorazione della scomparsa, in questo giorno di 16 anni fa, di un così indimenticabile personaggio del ciclismo mondiale. La commemorazione, come ogni anno, è stata organizzata dall’Associazione Amici del museo del ciclismo a Ponte a Ema, diretta da Andrea Bresci, e vi hanno partecipato un centinaio di sportivi.
Ritrovo al museo, aperto stamani dalle ore 10, poi trasferimento alla vicina chiesa di San Piero ad Ema nella quale don Giulio Cerri (tifosissimo di Bartali) ha celebrato la Santa Messa. Durante la funzione religiosa Eugenio Giani, presidente del Consiglio della Regione Toscana, e Minelli assessore del Comune di Bagno a Ripoli hanno ricordato dall’altare la mitica figura di Bartali.
In chiesa, piena di gente, anche Narciso Parigi; Alfredo Esposito del Quartiere 3; Roberto Poggiali campione del ciclismo di un recente passato; Renato Masini, presidente dell’Aquila Ponte a Ema (la società che negli anni 30 lanciò Bartali); Lisa Bartali, nipote di Ginettaccio; Renato Giusti, il super bartaliano di Verona che ha consegnato ad Andrea Bresci 300 magliette con stampata la figura di Bartali; Ligi Marchesini di Arezzo, in rappresentanza della Federazione Ciclistica italiana; tanti amici di Bartali da Firenze e dintorni, ma anche da Bologna, Terracina, Cervia ed altre città italiane. Nessun rappresentante, invece, del Comune di Firenze, che dall’ottobre scorso gestisce il museo (solo una telefonata dell’assessore allo sport Andrea Vannucci).
Conclusa la Santa Messa, visita alla tomba di Bartali che si trova (accanto a quella dei suoi genitori e della moglie) nel cimitero adiacente alla stessa chiesa. Quindi a mezzogiorno l’incontro dei promotori di questa commemorazione con gli ospiti intervenuti alla cerimonia. Ed infine il pranzo, per una cinquantina di commensali, nella sala polivalente del museo durante il quale sono stati proiettati alcuni filmati su episodi della grande carriera di Bartali.
Forse si è aperto uno spiraglio sulle necessarie iniziative da prendere per portare il museo fuori dall’attuale situazione che non gli assicura un dignitoso futuro. L’assessore del Comune di Bagno a Ripoli Minelli ha detto : “Mi metterò in contatto con il Comune di Firenze per discutere e possibilmente risolvere i gravi problemi che affliggono il museo”. La struttura è stata inaugurata nel 2006 ed è stata sempre gestita dall’Associazione Amici del museo fino ad ottobre scorso quando la gestione è passata al Comune di Firenze. Il museo è aperto solo 13 ore la settimana (3 ore il venerdi, altrettante il sabato e 7 ore la domenica). Ed è presente soltanto un vigilante.
Servono un progetto di rilancio, l’apporto di esperti del settore museale, risorse da investire in iniziative promozionali, cimeli anche di campioni più recenti (ora ci sono quelli di Gino Bartali, Gastone Nencini e qualcosa di Franco Ballerini). Come ad esempio di Gimondi, Pantani, Moser, Saronni, Bitossi, Cipollini, Bettini per attirare l’interesse anche degli appassionati di ciclismo più giovani. Rimane da aggiungere che da venerdi prossimo al 22 maggio il museo resterà aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 in quanto in quel periodo il Giro d’Italia sarà in Toscana.
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