Bando Nidi Gratis, 14.717 domande per l’anno prossimo

La soglia Isee di accesso è stata alzata a 40mila euro

Firenze – Sono complessivamente 14.717 le domande presentate dalle famiglie per il bando di NidiGratis in vista dell’anno educativo 2025/2026. Il dato emerge alla chiusura del bando, avvenuta giovedì scorso, e supera quello del 2024, in occasione del primo bando scaduto a maggio a cui ne seguì uno successivo in autunno.

Per questa edizione, la terza, la platea potenziale era stata allargata in virtù dell’innalzamento a 40mila euro della soglia Isee.

Ora gli uffici procederanno alla verifica dei requisiti, da cui dipenderà l’effettivo accesso alla misura e al relativo contributo.

“Questi numeri dicono che sono una solida realtà i tre principi su cui stiamo lavorando sul fronte dei servizi educativi: universalismo, gratuità e qualità – affermano il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora regionale all’Istruzione Alessandra Nardini – la Toscana si conferma terra di diritti, a partire da quelli delle bambine e dei bambini, come il diritto all’educazione. Non solo con questo bando tagliamo il traguardo dei tre anni di vita del progetto regionale “Nidi Gratis”, un fiore all’occhiello delle nostre politiche educative e senza dubbio una delle misure più importanti e di cui siamo più orgogliosi tra quelle attivate in questa legislatura, ma vogliamo ricordare anche la scelta di innalzare la soglia ISEE per ampliare la platea di beneficiarie e beneficiari e anche la scelta di mettere in campo una nuova misura per garantire il diritto allo studio, “Libri Gratis”, che va a sostituire la misura “Pacchetto Scuola” rafforzando notevolmente il nostro impegno.”

“Vogliamo che in Toscana il nido sia veramente – proseguono il presidente e l’assessora all’istruzione – un diritto per tutte le bambine e per tutti i bambini, e non un privilegio solo per quelle e quelli che nascono in una famiglia che può permetterselo. Il nostro è un impegno concreto contro le disuguaglianze e le povertà educative, per prevenire abbandono e dispersione scolastici successivi e promuovere il successo formativo. Del nido ci teniamo prima di tutto a sottolineare il valore educativo e pedagogico. 
In secondo luogo vogliamo anche ricordare che investire nel rendere accessibili i servizi educativi per la prima infanzia significa consentire alle giovani famiglie di poter conciliare tempi di vita e di lavoro e, in una società dove ancora oggi purtroppo il tempo di cura grava quasi esclusivamente, o comunque per la stragrande maggioranza, sulle donne, significa dunque favorire l’occupazione femminile, facendo sì che una donna che sceglie di essere madre possa continuare a lavorare e farlo anche a tempo pieno, senza essere costretta a rinunciare alla propria carriera lavorativa”.

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