Bambini e adolescenti toscani, più sportivi e mangiano meglio

Firenze – I bambini e gli adolescenti toscani praticano più sport rispetto ai loro coetanei a livello nazionale e hanno una dieta alimentare più sana. Tuttavia, fumano più degli altri e uno su tre consuma alcolici.

E’ il rapporto frutto della collaborazione tra Azienda regionale di sanità e azienda ospedaliero universitaria Meyer di Firenze a offrire lo spaccato delle giovani generazioni toscane dal punto di vista della salute: i dati, che risalgono al 2011, rivelano che 3 anni fa il 62% dei bimbi toscani ha praticato sport, contro una media italiana del 55%, ha consumato più verdura e mangiato meno dolci, snack e salumi rispetto ai coetanei nazionali.

La quota di adolescenti toscani che consuma alcolici si uniforma invece al dato italiano, vale a dire 33% tra i 14 e i 17 anni, anche se diminuisce il consumo fuori pasto e, rispetto all’Italia, è meno diffuso fra i ragazzi il cosiddetto ‘binge-drinking’ (l’assunzione di 5-6 bevande alcoliche in un’unica occasione).

Capitolo droghe, i dati toscani si allineano a quelli nazionali: un ragazzo su quattro tra 14 e 19 anni dichiara di aver consumato almeno una sostanza nell’ultimo anno. Anche il gioco d’azzardo è fonte di forte attrazione per gli adolescenti toscani: uno su due dichiara di conoscerlo e di praticarlo, mentre uno su dieci è a rischio di sviluppare una dipendenza.

Per quanto riguarda i comportamenti sessuali, nel 2011 solo il 65% dei giovani toscani sessualmente attivi fra i 14 ed i 17 anni ha usato il profilattico durante i rapporti, mostrando una scarsa attenzione al rischio di gravidanze indesiderate e di malattie sessualmente trasmissibili.

Sul fronte delle nascite, la Toscana segna un calo costante a partire dal 2009, in concomitanza con l’arrivo della crisi economica. L’età media delle madri continua a innalzarsi (33 anni per le italiane e 29 per le straniere). Prima della gravidanza un percentuale troppo alta di donne toscane è in sovrappeso (16,9%). In aumento il numero di neonati allattati esclusivamente al seno, anche se diminuiscono passati i primissimi mesi di vita: nel 2010 la percentuale di bambini che alla prima vaccinazione (2-4 mesi di vita) sono alimentati al seno in modo esclusivo scende al 57,5%, mentre l’organizzazione mondiale di sanità raccomanda l’allattamento al seno almeno fino al sesto mese di vita.

 

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