Lucca – Sempre più vicino, il ballottaggio di Lucca offre una serie di spunti che la dicono lunga sulla situazione politica toscana e in generale, lascia in sospeso una domanda inevitabile: quale peso avrà il sostegno dell’ex leader di Casapound Fabio Barsanti al candidato del centrodestra?. Un centrodestra che potrebbe ripresentarsi con una rimonta che da molti è già stata preconizzata. Tant’è vero che un certo nervosismo, secondo fonti ben informate, sembrerebbe trapelare dal gruppo del centrosinistra, sebbene la tornata elettorale di 15 giorni fa abbia visto il candidato del centrodestra Pardini aggiudicarsi il 34,35% di voti, mentre Raspini, candidato del centrosinistra, conduce con il 42,65% di voti.
In realtà, sulla carta, potrebbe anche apparire molto probabile la riaffermazione del candidato di centrosinistra in continuità (è stato assessore nella giunta uscente capitanata da Alessandro Tambellini) dei due mandati con cui il “professore” ha interrotto il predominio del centrodestra nella Lucca da sempre definita feudo conservatore in terra “rossa”. Ma se ciò è vero, è vero anche che il ballottaggio potrebbe diventare un trabocchetto per il centrosinistra, che potrebbe rivedere tornare a galla le divisioni che da sempre incrinano il Pd, fondamentale per il risultato sperato. Incrinature che forse potrebbero compromettere il risultato finale, soprattutto se messe a confronto con l’ansia di unità che invece, in vista di vender cara la pelle o addirittura vincere, sembra percorrere il centrodestra.
Esaminando i candidati, emergono profili nettamente diversi. L’assessore dem Francesco Raspini, ex funzionario di polizia e assessore alla sicurezza e al personale, all’ambiente, alla protezione civile e all’organizzazione della struttura del Comune, è emerso dalle primarie, vincendole ma non stravincendole, contro l’assessora compagna di giunta Ilaria Vietina. Una vera sfida, che ha visto primeggiare Raspini con 58,5%, ovvero 1367 preferenze contro le 970 dell’avversaria. Una contrapposizione che ha messo in luce due dati: da un lato, la forte presa del candidato Raspini dentro il gruppo di governo e nel Pd, suo partito di riferimento, mentre i voti per Vietina sono giunti in particolare da persone meno convinte o meno addentro ai meccanismi istituzionali dem. Il Pd ha visto il sostegno della coalizione, insieme al Pd, Lucca Futura, Sinistra con Lucca Civica Ecologista, Lucca è un Grande Noi, Lucca è Popolare-Volt ed Europa Verde. Di questi giorni, la nota sottoscritta dal responsabile regionale del Movimento dei Repubblicani Europei Simone Aiazzi, che giudica “imprescindibile, vista la situazione che si è creata a Lucca”, di sostegno al candidato de centrosinistra, a riprova che anche il piccolo ma significativo polo laico progressista ha sentito necessario segnalare la sua presa di posizione. Tuttavia, confermano dai corridoi del Pd lucchese, la preoccupazione resta. La sensazione è che, mentre la coalizione del centrosinistra ha espresso tutta la sua forza, rimane tutto da misurare l’impatto di un centrodestra unito.
Mario Pardini è prima di tutto lucchese di Lucca, il che significa qualcosa per la città. Rampollo di una famiglia conosciuta, imprenditore, due volte direttore del festival di fumetti Lucca Comics, simpatico ed empatico. Sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia al primo turno, è giunto al ballottaggio incassando il sostegno di tutti gli altri candidati di area giunti molto staccati rispetto a lui: da Fabio Barsanti leader di Casapound, che ha raggiunto il 9,46% dei voti, ad Andrea Colombini, 4,19% sostenuto da No Green Pass e Ancora Italia, oltre al maestro Alberto Veronesi (3,65%), mentre Elvio Cecchini, che pure ha dato il suo sostegno, ha visto una delle due liste civiche che lo sostengono prendere le distanze.
La vera incognita, a questo punto, è quanto e come giocherà l’appoggio della estrema destra di Fabio Barsanti sulle fortune del centrodestra. Intanto, l’annuncio ha già provocato la fuoriuscita da Forza Italia del deputato Elio Vito, a riprova che il gruppo conservatore di Fi non ama molto l’estremizzazione cui sta andando incontro il centrodestra cittadino nel suo slancio verso la vittoria. Inoltre, qualche preoccupazione, come dicono voci interne al centrodestra, potrebbe suscitare il fatto che, in caso di vittoria, inevitabilmente alcune pretese da parte di Barsanti o del suo gruppo potrebbero essere avanzate; ma soprattutto, una vittoria in cui il peso di Barsanti risultasse significativo, potrebbe sdoganare proprio la destra estrema come ultimo asso nella manica per vincere le prove elettorali. Il che significherebbe non solo sdoganarla, ma anche confermarne l’ indispensabilità.