Autocertificazioni, chiesta modifica dell’ordinanza regionale

Firenze – Una richiesta ufficiale è stata inviata dai sindacati Csa (Andrea Sedicini) Usb (Stefano Cecchi) Diccap (Ivan Galante) Cobas (Stefano Sbolgi) al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore alla salute Stefania Saccardi, e all’assessore alle Politiche per la sicurezza dei cittadini e cultura della legalità Vittorio Bugli, per la modifica dell’ordinanza n. 38 del 18 Aprile 2020, al punto 4 del paragrafo “Gestione degli spazi e delle procedure di lavoro”.

La richiesta urgente di modifica riguarda la necessità di “tutelare i lavoratori della Toscana in questo tragico periodo di Emergenza da Pandemia Covid 19 ed in vista di una Fase 2 di ripartenza e la successiva ripresa di tutte le attività lavorative pubbliche e private”.

I sindacati firmatari della richiesta “evidenziano una problematica relativa (…) alla parte finale del punto 4 “ Gestione degli spazi e delle procedure di lavoro” della Ordinanza”. Nello specifico si legge : “ In presenza di febbre o altri sintomi influenzali, suggestivi di Covid 19 …. omiss…. Il datore di lavoro si attiva per assicurare quotidianamente, all’inizio del turno di lavoro, il rispetto della presente disposizione o utilizzando idonei strumenti di misurazione della febbre o anche mediante dichiarazione sostitutiva da parte del dipendente”.

La disposizione viene ritenuta “illegittima, inopportuna e lesiva della dignità dei lavoratori” in quanto si tratterebbe, secondo le organizzazioni sindacali, di “un mero sistema per scaricare, o meglio tentare di scaricare, sui lavoratori, responsabilità, che per norme sono in capo al datore
di lavoro (D.lgs. 81/2008 e s.m.i)”.

“Stiamo purtroppo assistendo in molti luoghi di lavoro della Toscana a disposizioni datoriali in cui i dipendenti all’ingresso a lavoro devono compilare una “Dichiarazione sostitutiva di certificazione” ove si può leggere : “ per chi rendesse dichiarazioni mendaci ai sensi del D.P.R.
n. 445/2000, ed essendo preventivamente ammoniti dei reati previsti dal Codice Penale… omiss … “. Orbene, come può un lavoratore dichiarare di non presentare sintomi influenzali suggestivi di Covid-19 ? Come può essere certo di non essere un portatore asintomatico, non avendo ancora effettuato alcun screening, e correndo inconsapevolmente il rischio di essere un veicolo di contagio per gli altri lavoratori? I lavoratori non hanno certo le qualifiche mediche e paramediche per poter essere certi di non dichiarare un falso, sottoscrivendo quella autodichiarazione”.

Dunque, secondo il punto di vista esposto dalla lettera, è conseguente che, così stabilendo, “i datori di lavoro spingono i lavoratori alla commissione del reato di Falsa Attestazione o Dichiarazione, per colpe non imputabili agli stessi lavoratori, ma per inefficienze/scelte che non hanno predisposto il controllo sanitario per i lavoratori, almeno fino all’entrata in vigore della Ordinanza del presidente della Giunta Regionale Toscana n. 39 del 21/04/2020; infine il D.P.R. 445/2000 art. 49 recita : “…i certificati medici, sanitari…non possono essere sostituiti da altro documento”.”.

Ed ecco la richiesta dei sindacati: immediata rettifica dell’Ordinanza Giunta Regionale Toscana n. 38 del 18 Aprile 2020, punto 4 del paragrafo “Gestione degli spazi e delle procedure di lavoro”, con cancellazione della parte : “ …. o anche mediante dichiarazione sostitutiva da parte del dipendente”.

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