Aumenta la fame diminuiscono i fondi, allarme del Banco Alimentare toscano

Continua a crescere. Cosa? La fame. Chiamiamola pure deprivazione alimentare, emergenza, povertà, ma quando riguarda il cibo, sono chiare due cose: la prima, che non si può aspettare, la seconda, che si tratta di combattere la fame. E non in qualche paese sperduto, là dove sembra che la fame sia endemica e non debellabile; ma qui, proprio qui, in Toscana. L'allarme lo lancia Leonardo Carrai, presidente del Banco Alimentare della Toscana, che segnala che le richieste di aiuto sono in continuo aumento anche da quei settori sociali che, fino ad oggi, non sembravano toccati dall’emergenza.
E, a fronte di questo crescere,  si piazza la diminuzione dei fondi a disposizione, a cominciare dal Pead (Programma Europeo di Aiuti Alimentari agli Indigenti), afinire al fronte italiano, dove i tempi burocratici, per stabilire con certezza le modalità dei fondi di aiuto agli indigenti, non sono affatto chiari.

Che tempi lenti e emergenza del cibo non vadano per niente d'accordo lo spiega il presidente del Banco Alimentare con pochi, efficaci numeri: “I nostri tempi – ricorda – stringono, abbiamo più di 40 strutture in lista d’attesa che chiedono il sostegno del Banco e già ce ne sono 570 convenzionate; le persone assistite sono state oltre 101.300 nel 2013 ed il cibo raccolto sembra davvero non essere mai sufficiente nonostante superi, annualmente, le 3.100 tonnellate. Di fronte a questa situazione abbiamo pensato di coinvolgere i nostri interlocutori come le istituzioni e chi ci ha sempre dato un aiuto ma anche chi può dare un ulteriore giudizio sul nostro operato”.

A dare l'occasione per lanciare l'allarme il Convegno che si è svolto oggi presso l’Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Un convegno voluto proprio per affrontare la questione sempre più drammatica dell’Emergenza Alimentare nella nostra Regione.

Vari gli interventi, a cominciare da quello che ha aperto l'evento, pronunciato dal presidente di Ente Cassa di Risparmio di Firenze, il professor Giampiero Maracchi:“quella del Banco Alimentare è una risposta che tiene conto dell’umanità di una impresa. Il Banco ci insegna a non sprecare il cibo, a recuperare le risorse. E lo fa grazie anche al grande lavoro del volontariato, che in Italia ed in Toscana in particolar modo, continua ad essere una straordinaria eccellenza”.

Il forte legame col volontariato è stato ribadito dal presidente Cesvot Federico Gelli,  realtà molto vicina al Banco, che ha voluto portare i suoi saluti al convegno: “Farsi carico dell’emergenza alimentare  è questione che non deve riguardare soltanto il mondo del volontariato, serve l’impegno da parte di tutti. Dalle istituzioni, nella capacità di investire in un percorso di partecipazione e condivisione nell’affrontare l’emergenza, al privato che deve essere messo in condizione di poter offrire in modo sistematico ciò che altrimenti andrebbe sprecato. Noi come Cesvot, continueremo a  fare la nostra parte”.

Presente e fra i relatori anche Stefania Saccardi, fresca fresca alla vicepresidenza regionale:  “E' con gioia e senza retorica che faccio qui la mia prima uscita ufficiale da Vicepresidente della Regione Toscana. I progetti sui quali ho lavorato in questi anni al comune di Firenze sono quelli che porterò avanti ed amplierò nel mio nuovo incarico in Regione. Non riuscire a recuperare il cibo è un atto di immoralità che non possiamo e non dobbiamo permetterci”.

Il professor Luca Bagnoli, docente di Amministrazione della Cooperazione e del Non Profit all’Università degli Studi di Firenze, è colui che ha compiuto il lavoro di revisione sul bilancio sociale 2010-2012 del Banco Alimentare della Toscana: “il mondo dell’economia civile organizzata può essere straordinario, la trasparenza della comunicazione e la rendicontazione di quanto fatto dal Banco è davvero eccellente, è necessario spiegare e raccontare. Soprattutto perché esprime una pluralità di voci che va ben oltre quella che sarebbe una sterile ed inutile autoreferenzialità”.

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