Paolo Gentiloni accetta con riserva l’incarico di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica e lo definisce «un grande onore. Cercherò — dice — di svolgere questo compito con dignità».
L’annuncio dal segretario generale della presidenza della Repubblica. Poi un breve discorso, il cui primo riferimento è al premier dimissionario Matteo Renzi, di cui sottolinea la coerenza con l’impregno preso in campagna referendaria nel non accettare il reincarico.
L’obiettivo del nuovo esecutivo, nella mente di Gentiloni, è chiaro: «Accompagnare e, se possibile, facilitare il percorso delle forze parlamentari per arrivare a nuove regole elettorali». Un riforma, quindi, e poi il voto. Aggiunge che «non per scelta ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente» a causa del netto rifiuto delle opposizioni ne collaborare.
Un governo di scopo, per far fronte alle urgenze, «per affrontare priorità internazionali, economiche, sociali, a cominciare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Conto di riferire al presidente della Repubblica il più presto possibile». Gentiloni ha poi incontrato, come prevede il protocollo, il presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Camera Laura Boldrini. Già allestita per le possibili consultazioni per il nuovo governo la sala del Cavaliere di Montecitorio.