Bologna – Si è aperta con la prewiew per gli addetti ai lavori e la partecipazione del il Ministro dei beni culturali Franceschini, la tre giorni (23-26 gennaio 2015) della “Fiera di arte moderna e contemporanea” di Bologna, che quest’anno, alla 39° edizione, ha visto accresciuti il numero degli espositori , oltre 200, con quasi altrettante gallerie e un numero sconfinato di opere, intorno a 2000. Questi numeri basterebbero a fare della Fiera un fatto di rilevante importanza, anche per il conseguente volume di affari. Ma ciò non basterebbe a farne un evento internazionale se non si aggiungesse la qualità decisamente alta, con sezioni d’importanza davvero innovativa, come, per la prima volta, quelle dedicate all’arte mediorientale. A questo si aggiunga la partecipazione, ancora per la prima volta, di Fondazioni private di collezionisti di arte contemporanea, riunite in una rete, con un protocollo d’intesa riconosciuto dal Ministero, come ha spiegato Patrizia Sandretto, in una delle conversations di venerdì pomeriggio.
Oltre alla rassegna dell’arte mediorientale “Too early, too late”, curata da Marco Scatini, fra le novità ci sono ben 24 gallerie dedicate alla fotografia, in un percorso anche storico, ormai coprotagonista con gli altri generi d’ arte. Comunque, fra le cinque sezioni della vastissima rassegna, la principale resta quella dedicata all’arte del ‘900, che mantiene e sottolinea la sua importanza, grazie alla cura di Giorgio Spadoni, che mette in mostra gli artisti classici della ‘modernità’, da Balla a Boccioni a De Chirico, Fontana, Pistoletto, Burri , di cui cade proprio quest’anno il centenario, celebrato, qui in Fiera con il Cellotex CW1, di enormi proporzioni, e perciò mai prima spostato. Per l’arte contemporanea è importante la sezione “Nuove proposte” dedicata agli under 35 e curata da Giorgio Verzotti .Insomma , in questa edizione 2015 , si è voluto riaprire una sorta di dialogo fra passato e presente che sembrava ormai quasi escluso.
Anche in Bologna città gli eventi per una specie di ‘museo diffuso’ sono numerosi e stimolanti, fra i quali ricordiamo la proiezione, alla Cineteca bolognese, del film “Turner” , sul grande pittore inglese. Fra i galleristi fiorentini presenti tentiamo di ricordare .-.sperando di non dimenticarne qualcuno.-. Bagnai, Farsetti, Ficara, Forconi,Poggiali, Poleschi , Tornabuoni; e, per la maison Gucci, nella galleria Cavour di Bologna, “I Riquadri” del rimpianto Roberto Paolini.