Arrigo Benedetti, tra giornalismo e Resistenza

La presentazione della riedizione del libro “Paura dell’alba” curata da Elisa Pellacani

“Nella cella n.3, m’accolsero festosamente… Mi domandavano giornali, notizie sulla guerra in Italia e in Russia. Un vecchio disse: ‘A Primavera’. Lo guardai…Dissi il mio nome, e lui il suo: Cervi”. Sono alcune frasi di Arrigo Benedetti – scrittore e giornalista fondatore dell’Espresso e dell’Europeo, uno dei più importanti testimoni della Seconda guerra mondiale -, frasi tratte dal libro “Paura all’alba”, di cui è stata presentata all’Università di Reggio una riedizione della prima opera del 1945, in cui Benedetti racconta gli anni della Resistenza vissuti nel nostro territorio. Quindi parla di Alcide Cervi che incontrò in carcere a Reggio, dell’eccidio di Cervarolo e di quanto provò in prima persona in particolare a Gazzano di Villa Minozzo, luogo dove scelse poi di farsi seppellire con la moglie. Un legame forte con la nostra realtà, che ha spinto Elisa Pellacani a curare la riedizione del romanzo e a fare due proposte: “Dedichiamo una via a Benedetti e portiamo il volume nelle scuole”.

Visibilmente emozionati i familiari di Benedetti. “Mi piace tornare in questa terra – ha detto il nipote che porta lo stesso nome -, posso vedere coi miei occhi quello che visse mio nonno, che lui mi raccontò quando ero bimbo e che ho poi ritrovato nel libro”. “Era una figura straordinaria – ha proseguito la vedova del figlio– e ci rende fieri sapere che la sua impronta, così moderna, si veda nei suoi giornali ancora oggi”. Al convegno si è parlato pure del giornalismo di ieri e di oggi. “A Reggio c’è Scienze della Comunicazione – ha evidenziato il prorettore Luigi Grasselli – e “Paura all’alba” insegna a chi vuole fare il giornalista o lo scrittore l’importanza di fare informazione vivendo in prima persona i fatti”. Il vicesindaco Filomena De Sciscio ha parlato del sogno di Benedetti di “un’Italia equa e solidale”. Sonia Masini, presidente della Provincia, ha ricordato quando fu operatrice culturale a Villa Minozzo. Alessandro Tambelli, sindaco di Lucca, ha parlato delle grandi inchieste dell’Espresso e dell’Europeo. Per Giuseppe Adriano Rossi (Associazione Stampa Reggiana) oggi “non è un momento facile per il giornalismo”; per Daniele Protti, direttore editoriale de L’Europeo la morte dei giornali è legata ai nuovi modi di fare informazione: “Come si fa a fare buona comunicazione coi 140 caratteri di twitter?”. Carla Chiappini (Odg Emilia Romagna) ha anticipato che si va verso una riforma dell’Ordine e “prevede l’obbligo di formazione per i giornalisti”. Il dibattito è proseguito con approfondimenti storici di Gino Badini (Reggio Storia), Mirco Carretteri (Istoreco) e Alberto Marchi (saggista).

Cristina Fabbri

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