Apre City-In, il nuovo “microcinema” in centro storico

Nasce un inedito spazio socio-culturale per combattere il rischio di degrado della zona

City-in - CS 2 (30.1.14)Si sono sentiti dire che non era praticabile, tra permessi, liberatorie, costi d’affitto, luce e riscaldamento; hanno dovuto dare fondo a tutta l’ostinazione necessaria per riuscire a contattare i proprietari dei negozi sfitti lungo via Ariosto; hanno ripulito, sistemato e dato una nuova identità a locali chiusi ormai da tempo. Ma l’entusiasmo e le convinte motivazioni del comitato “Porta Castello”, costituito da residenti della zona decisi a combatterne il degrado, hanno consentito di raggiungere a Trieste i proprietari dell’ex “Bottegone” e, con il supporto di Comune, Filef e Reggio film festival, di aprire, in via Ariosto 6/b, il primo “microcinema” del centro storico. Un luogo che potrebbe ricordare, con i suoi 70 mq di superficie, per una capienza di 35/40 persone, le piccole sale che all’inizio del secolo scorso fecero scoprire anche ai reggiani le meraviglie del cinematografo.

La nuova saletta di porta Castello si chiamerà “City-in. Proiezioni e scambi di idee” e aprirà i battenti sabato prossimo, alle ore 10, in occasione delle iniziative dedicate alla “Giornata internazionale del migrante”, proponendo da mattina a sera, sabato 1 e domenica 2 febbraio – ma sarà presentata alla città con un aperitivo già domani, venerdì 31 gennaio, alle ore 19 – due giorni ai quali parteciperanno, la mattina, un centinaio di alunni delle scuole della zona, densi di cinema, tra corti internazionali, corti “in famiglia”, lungometraggi e incontri con registi. Come la proiezione di “Filo di luce”, sabato alle 21, alla quale parteciperanno il regista Michele Fasano e il critico Paolo Vecchi, e quella di “Lovebirds”, di Gianpaolo Bigoli, che sarà anch’egli presente alla proiezione.
Le proiezioni saranno a ingresso gratuito.

“Rendere protagonisti i cittadini della vita dei luoghi in cui risiedono, stabilendo collegamenti tra realtà diverse: questo vuol dire governare per migliorare la convivenza. Nonostante la crisi economica, non bisogna mai smettere di pensare e di fare.” Così l’assessore alla Coesione e Sicurezza sociale del Comune Franco Corradini ha commentato oggi la nuova iniziativa, che qualcuno ha definito un ‘temporary store’, ma che nelle intenzioni vorrebbe diventare un punto di riferimento permanente del quartiere, da aprire in occasione di manifestazioni di maggiore ampiezza, ma anche con iniziative specifiche.
Assieme a Corradini, hanno illustrato il complicato percorso che ha consentito l’apertura di City-in Marta Davoli e Paolo Bedogni, del Comitato Porta Castello, Laura Salsi, presidente Filef e Marco Montanari, del Reggio film festival. Confermando le parole di Davoli e Bedogni, Corradini ha tra l’altro annunciato che sarà presto realizzato un incontro per valutare le proposte del Comitato in relazione al miglioramento della vivibilità dell’area. Proposte – che saranno parte di un “Patto” con l’Amministrazione comunale – che comprendono tra l’altro azioni per la valorizzazione dell’immagine positiva e della storia della zona tra Porta Castello e piazza del Cristo, un tempo ricca di negozi e servizi di ogni genere, come dimostra una planimetria, esposta oggi, nella quale si elencano i numerosi negozi e attività artigianali attivi negli anni ’60 (v. foto allegata).

Riguardo a City-in, sono stati gli stessi rappresentanti del Comitato che hanno raccontato come si è arrivati alla sua apertura: “In questi due anni – ha ricordato Davoli – abbiamo creato una rete di persone che collaborano per migliorare il quartiere, stimolati dalle serie problematiche che un gruppo di 20/30 persone, quasi sempre in stato di ubriachezza e spesso alterati dall’uso di stupefacenti, creavano con la loro continua presenza giornaliera su entrambi i marciapiedi di Largo degli Alpini. Abbiamo fondato il Comitato ‘Porta Castello’, fatto diversi incontri, attività, iniziative di vario genere per opporci al lento degrado che questa situazione determinava e al senso di insicurezza che aumentava tra gli abitanti, visto che in questa zona ci sono una scuola materna, una scuola elementare e il liceo classico.
L’idea di un ‘microcinema’ è nata da un giovane studente amante del cinema e noi abbiamo deciso di sostenerla. Così si aprirà per 2 giorni il piccolo cinema, nello spazio di uno dei sette negozi sfitti, del tratto che va dalla vecchia ‘piazzetta della Legna’ alla chiesa del Cristo.
Utilizzare i locali di negozi chiusi del centro storico come sedi di eventi e iniziative pubbliche è un modo per evidenziare il problema e per cercare di ridare vita a questi spazi, evitandone l’incuria e l’abbandono.

La proposta è stata accolta dall’assessorato alla Coesione e Sicurezza sociale del Comune, che ha inserito l’iniziativa nel programma di appuntamenti legati alla Giornata internazionale del migrante. Come sempre, tra i principali temi dell’edizione reggiana della Giornata dei Migranti vi è quello della cittadinanza, che si intreccia con i concetti di partecipazione e appartenenza alla comunità, elementi indispensabili per la coesione sociale. La realizzazione dell’idea non è stata semplice, ma alla fine, quando c’è un progetto da realizzare, si trova la forza per individuare i contatti necessari. I proprietari del ‘microcinema’ sono di Trieste e, grazie alla loro grande sensibilità, abbiamo ottenuto le chiavi e il comodato gratuito per i pochi giorni di utilizzo. La grande idea del piccolo progetto, per essere completata ha avuto anche il sostegno e la collaborazione del Reggio Film Festival, che ha selezionato le proiezioni. Anche la Filef ci ha sostenuto, aiutandoci nello sbrigare le pratiche istituzionali e burocratiche.

Il comitato ha proposto l’iniziativa ai bambini della scuola elementare Sant’Agostino, che hanno accettato e saranno ospiti del microcinema nella mattinata di sabato 1 febbraio. I bambini hanno espresso idee interessanti, tra le quali ‘È bello andare al cinema con gli amici, lo condividi con altre persone’ oppure ‘Ci puoi parlare sopra, dopo che hai visto il film ci ragioni su quello che è successo e perché!’ Il lavoro svolto per realizzare questo progetto ha consentito la crescita delle persone coinvolte e la formazione di cittadini competenti. Il progetto è sintetizzato in un lavoro di riscoperta di un luogo commerciale storicizzato, denominato in precedenza ‘Il Bottegone’, recuperandone l’interesse. Questa breve storia del negozio, ‘temporary store’ per proiezioni e scambi di idee per soli due giorni, è stato un laboratorio di come un idea creativa si possa realizzare anche se non ci sono tanti soldi.

Forse la città avrebbe bisogno di luoghi come questi in pianta stabile? Noi speriamo che le due serate siano un gran successo. Faremo anche un aperitivo inaugurale venerdì sera, ma il momento da ricordare è sicuramente quando abbiamo finito le pulizie del locale: abbiamo riscoperto uno spazio come ce ne sono tanti in centro storico, disabitato ma potenzialmente vivo. Forse per la valorizzazione del centro storico occorre proporre un ‘Piano Urbanistico di Pulizia’.
Attenzione però che non venga affidato ad imprese di pulizie ma…ai i cittadini che presidiano le singole strade.”

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