Mai una città europea era stata sottoposta ad un attacco simile, multiplo, concentrico e con esplosioni ravvicinate. Il bilancio dell’apocalisse di Bruxelles, ennesima carneficina rivendicata dall’Isis, peraltro ancora parziale, parla di un numero di morti tra i 30 e i 40 e centinaia e centinaia di feriti, tra cui anche italiani.
Bombe e kamikaze all’aeroporto e alla metropolitana, ed altri dispositivi esplosivi fortunatamente trovati intatti, hanno creato un clima di evacuazione da una parte e di paralisi dall’altra del tutto eccezionali mentre le autorità invitano a non uscire di casa (chi è riuscito a raggiungere la propria abitazione) per paura di altre cellule impazzite pronte a colpire. Tutto questo nel cuore simbolico del Vecchio Continente sede appuntamento dell’Unione europea e dove da mesi il livello di attenzione era passato da 3 a 4.
Le misure di sicurezza sono di conseguenza state rafforzate in tutta Europa prevedendo l’allerta al più alto grado su tutti i luoghi sensibili da parte di prefetture e questure anche italiane. E in questo drammatico clima si appresta ad essere celebrata la prima udienza dibattimentale del processo Aemilia che si apre mercoledì nell’aula bunker del Tribunale di Reggio, che vede alla sbarra circa 150 imputati.