28 punti, appena 4 di vantaggio sul Lecce terzultimo, ma che in questo momento sembra viaggiare a velocità doppia, trascinato non solo dal talento in esplosione dei vari Cuadrado e Muriel, ma anche e soprattutto da un tecnico come Serse Cosmi che in situazioni di sopravvivenza saprebbe far sputare sangue anche ad un morto sepolto. Nella speranza che questo potesse accadere anche a Firenze, i Della Valle dopo il fallimento-Mihajlovic avevano puntato sul meglio che la piazza degli allenatori avesse a disposizione, con la fortuna che questa ipotesi coincideva anche con la volontà dei tifosi: Delio Rossi. L’entusiasmo generale è durato poco, perché la Viola non è mai ripartita veramente, perché nemmeno il buon Delio, l’ultimo dei colpevoli (anche se l’ostinazione su Lazzari e Ljajic, più volte impresentabili quest'anno, rischia di portarlo verso il torto), sembra aver capito come uscire da questa situazione, perché le sconfitte consecutive ora sono tre, perché negli occhi degli appassionati la Fiorentina rischia di fare la fine della Sampdoria tragica della passata stagione, quando il continuare a picchiare su scelte indifendibili (come sta avvenendo a Firenze: i discorsi di Andrea Della Valle sono gli stessi che la squadra vinca lo scudetto o retroceda, sta diventando una macchietta con i suoi “investiremo”, “ce la faremo”, “ho visto una buona squadra”) ha trascinato i blucerchiati in serie B e, ancora peggio, in uno stato mentale dal quale non è facile riprendersi. Ciò che ha colpito di più, anche a Roma contro la Lazio, è quanto poco ci sia di Rossi in una squadra che fa fatica a seguirlo. Serve una svolta, girare pagina e ripartire, a livello dirigenziale in primis (i cicli finiscono, e Corvino è da troppi anni nel calcio per non saperlo…), perché il tanto chiacchierato progetto, se mai qualcuno crede ancora al contrario, non c’è. La ripartenza però può avvenire solo il prossimo anno, e prima c’è da salvare questo. Che se ne rendano conto presto, perché la Fiorentina è sulle orme della Concordia, e con la beffa di non poter slinguazzare nemmeno con la signorina di turno… Clima diverso a Siena, dove i ragazzi di Sannino hanno iniziato a subire le prime contestazioni da un paio di settimane nonostante la semifinale di Coppa Italia (con successo all’andata contro il Napoli) e una situazione di classifica (quartultima a 2 punti sopra la retrocessione ma con cinque squadre avanti in appena 5 lunghezze) che è la sua, e dove i bianconeri si trovano con la consapevolezza di aver sbagliato ben poche partite dal punto di vista del gioco. Domenica, guidato da un monumentale Brienza, il Siena ha trovato 3 punti d’oro contro il Palermo, seppur aiutato dalla frettolosa espulsione di Balzaretti dopo nemmeno un minuto e mezzo di gioco. I bianconeri sono stati bravi a rimontare l’incredibile svantaggio (gol di Budan nonostante l’uomo in meno) e a portare a casa una vittoria di enorme valore, visto il successo del Lecce e lo scivolone, davanti, di Bologna e Fiorentina. La testa del Siena resta sul campionato, ma il Napoli con la sua sembra essere su Champions League e, nuovamente, sul campionato, dunque anche se nessuno lo dice, alla Coppa l’universo bianconero ci crede, eccome.
27 Febbraio 2012
Ansia Viola, ora la B fa paura. Si riprende il Siena
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