Anniversari: il lettone-libreria di Ettore Sottsass

Firenze – Con i centenari – come quello della nascita di Ettore Sottsass – si ricordano, di solito, cose solenni, ma talvolta anche aneddoti piacevoli. Uno di questi aneddoti riguarda una cosa molto privata della sottoscritta, cioè il suo (e del consorte) letto matrimoniale.

Il fatto è che, da ragazza, non avevo tanta voglia di sposarmi con tutti i riti canonici: andare a comprare la ‘camera’, decidere la cerimonia, ecc. In particolare, la ‘camera matrimoniale’ mi faceva l’effetto di un qualcosa che sapeva di dorata prigione. Al mio futuro sposo, un po’ perplesso ma fiducioso, avevo posto questa condizione: letti separati all’americana!

Correva, per capirsi, l’anno 1965 e l’idea non era proprio comune Per fortuna, a Palazzo Strozzi, era stata allestita una mostra della Poltronova che presentava una camera da letto di Ettore Sottsass col titolo “un posto per fare l’amore”. Mi piacque l’idea del ‘posto’ e non del letto; e mi piacque quel lettone solidissimo da piazzare in mezzo alla stanza, con spazi-libreria da capo e da piede. Così , con un pizzico di follia e scandalizzando il parentato .-.del resto poco invasivo .-. fu acquistato questo pezzo unico, con relativa piccola cassettiera. Purtroppo, ben presto, con l’arrivo della primogenita e la necessità di spazio, il letto fu appoggiato al muro e quindi perdemmo lo spazio libreria in testata.

Intanto gli anni passavano, quella era la nostra camera da letto e non ci sembrava niente di eccezionale. Senonché, molti anni dopo, nel 1994, visitando a Parigi, al Centro Pompidou, una mostra dedicata a Sottssas, rividi il modellino del ‘lettone’ e della mia cassettiera. La didascalia recitava ”modellino di originale disperso”. Allora mi venne l’idea di scrivere allo studio milanese di Sottsass e associati. Ne ebbi una simpaticissima risposta dello stesso archistar, che conservo come documento dell’originalità dei miei mobili.

Nella quotidianità il lettone è stato lo spazio privilegiato di capriole e giochi delle mie figliole bambine; e, tutto sommato, ha retto bene al tempo e al mal di schiena di quegli sposi divenuti nonni.

 

Foto: Ettore Sottsass

 

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