Ambulanti tornano in San Lorenzo, incatenati per protesta

"Questo è il mio posto, è la mia vita", grida Tiziano indicando il suo banco chiuso e ricoperto di striscioni. Da trent'anni lavora a San Lorenzo e da tre mesi, dopo il trasferimento del Mercato, non lavora più come prima.

Stamattina gli ambulanti hanno continuato la protesta e non si fermeranno. Già ieri avevano riportato i banchi ai loro posti originari, contravvenendo all'ordinanza di sgombero: oggi si sono incatenati in Piazza San Lorenzo. Gridano "Lavoro" e inveiscono su Renzi: "Io l'ho votato e me ne vergogno", dice qualcuno.

La tensione è alta. Al passaggio del bussino si levano applausi e urla: "Per far passare il C1 con dentro tre persone hanno tolto il lavoro a 200 persone". Perché non solo le 84 famiglie sono a rischio, ma tutto l'indotto compresi i fornitori e i dipendenti. Alessio, che ha meno di trent'anni e vende cinture, la settimana prossima restituirà la licenza: "Si parla tanto di giovani e futuro, ma è questo il futuro in serbo per noi?"

 

Passano auto e moto della polizia per controllare la situazione, qualche membro della digos osserva da vicino: ma non c'è nessuno scontro, nessuna attenzione da parte delle autorità.

I turisti si fermano, prendono volantini e chiedono informazioni: alcuni si stupiscono di come un mercato storico, un simbolo per la città, sia stato trasferito – con la proposta del comune di smembrarlo. "Questo era l'unico esempio di integrazione a Firenze", afferma una signora: infatti commercianti di ogni nazionalità convivono uno accanto all'altro, sviluppano rapporti cordiali lavorando gomito a gomito dodici ore al giorno.

Ma c'è anche chi è contrario, come un residente contento di vedere la Piazza sgombra: si sollevano discussioni, si cercano punti d'incontro, ma ognuno rimane della sua idea. E intanto gli striscioni degli esercizi commerciali della piazza restano sulle pareti degli edifici circostanti, a contrapporsi al mercato e all'ipotesi di un ritorno dei banchi.

A un certo punto qualcuno comincia a cantare "Bella ciao": gli "invasor", stavolta, sono i dirigenti comunali, ritenuti responsabili per aver portato "le famiglie alla disperazione".

La risposta di Nardella giunge dopo qualche ora: "“Sulla decisione di liberare la piazza di San Lorenzo non si torna indietro. Abbiamo però ufficialmente avanzato una serie di proposte agli ambulanti per usare altre aree della città, come via Magliabechi, il Lungarno della Zecca, o la Loggia del grano. Proposte rispetto alle quali noi attendiamo ancora ufficialmente una risposta”

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