Vogliono vedere riconosciuto il loro ruolo di agenti di polizia e non essere relegati a fare i semplici autisti del sindaco. Per questo motivo gli agenti della polizia municipale di Reggio Emilia hanno preso carta e penna e firmato una lettera al inviata direttamente al sindaco, Luca Vecchi, al quale stanno facendo da alcuni giorni il servizio di scorta armata.
Una scorta decisa dal prefetto Raffaele Ruberto dopo che un imputato di Aemilia, Pasquale Brescia , aveva rivolto delle intimidazioni via lettera al primo cittadino, che viene accompagnato da una pattuglia della polizia municipale, ora insorta contro la mancanza di direttive sul delicato servizio in atto, definito “piuttosto ambiguo” perché privo di direttive nonostante la richiesta di chiarimenti sulla “tipologia e le modalità dei servizi”.
Gli agenti affermano di non avere una preparazione adeguata per il servizio di scorta, in caso di reale pericolo o, al contrario in assenza di esso, di subire pertanto un “demansionamento” al ruolo di autisti del sindaco.
Immediata la replica del Comune:
“Non appartiene al linguaggio, alla pratica e alla cultura di questa Amministrazione Comunale definire gli agenti di Polizia Municipale “vigili spaventapasseri”, né tanto meno “autisti”.
Pur nel rispetto dunque delle legittime prerogative sindacali si invitano gli estensori della lettera aperta ai giornali (il Sulpl, per la precisione) a non attribuire al Comune di Reggio Emilia parole, pensieri e considerazioni mai utilizzate da questo ente verso i propri lavoratori.
In merito al contenuto della missiva si ricorda che all’articolo 2, comma E fra le finalità e compiti del Corpo di Polizia Municipale è esplicitamente previsto: “Prestare servizio d’ordine, di vigilanza e di scorta necessari per l’espletamento di attività e di compiti istituzionali del Comune”.
A seguito del Comitato per l’ordine e la sicurezza di martedì 2 febbraio e su esplicita indicazione degli organi competenti è stato deciso di rafforzare le misure di vigilanza sia sulla persona del sindaco che sui locali dell’Amministrazione comunale, senza esorbitare il mansionario del Corpo di Polizia Municipale”.