Alla bella viola occorre un bagno d’umiltà

Cesare Prandelli può essere simpatico o antipatico anche a Firenze dove ha lavorato alla grande almeno per quattro anni e mezzo, ma sulla sua bravura, sulla sua esperienza non possono esserci dubbi. Lo ha dimostrato anche mercoledì a Amsterdam, dove la nazionale azzurra stava giocando malissimo e la sconfitta sembrava inevitabile. Prandelli ha fatto autocritica, cambiando completamente formazione e tattica e alla fine, col suo gesto umile, ha raggiunto quel pareggio, che non ha allontanato le critiche, ma le ha rese meno pesanti, meno cattive. Abbiamo ricordato l’episodio perché la Fiorentina, a Torino nella partitissima più attesa dell’anno, si è trovata nella stessa situazione. Giocava malissimo (dopo quei 20’ che avevano illuso un po’ tutti) e perdeva, ma è stato fatto poco o niente per rimediare la situazione. E’ vero che ci sono state tre sostituzioni, ma tutte tardive e non tutte azzeccate. Il gioco è rimasto lo stesso e la Juventus, dopo qualche difficoltà iniziale, ha fatto un figurone. Conte non si aspettava davvero un compito così facile.
Per la prima volta nella stagione Montella è salito sul banco degli imputati.Giusto o no? Nessuno può dimenticare il grande girone d’andata disputato dalla Fiorentina, salita alla ribalta ( non solo nazionale) per il gioco e per i risultati. I giocatori erano tutti in splendide condizioni di forma, le manovre viola sorprendevano regolarmente gli avversari.La posizione in classifica, con la squadra in lotta addirittura per il posto Champions, era invidiabile. Nessuno aveva previsto che una squadra che nella precedente stagione aveva lottato per salvarsi, si sarebbe trasformata in così poco tempo,dopo un’autentica rivoluzione al calciomercato. Poi è arrivato il gennaio nero (sconfitta interna col Pescara, eliminazione dalla Coppa Italia e altri risultati negativi) e sono cominciate le preoccupazioni, allontanate solo in parte dalla vittoria sul Parma. La sconfitta di Torino ha fatto ripiombare la squadra nel buio, non tanto per il risultato, quanto per la maniera in cui è arrivata, per gli errori commessi, sia sul piano individuale, sia nella tattica. E, soprattutto, proprio nell’occasione più difficile, per la mancanza di carattere, di spirito di reazione. Quando occorreva umiltà, la squadra ha dimostrato una strana presunzione. Un esempio significativo: mentre la Juventus ha impedito a Pizarro, con una strettissima marcatura, di recitare l’abituale parte di regista,l a Fiorentina ha lasciato completa libertà d’azione a Pirlo e Vidal, ispiratori riconosciuti delle manovre bianconere. Romulo ,inadatto a certi compiti, è rimasto in campo per tutti i 90’.
E’ poi esploso il caso Jovetic che nel giorno in cui i tifosi lo attendevano come assoluto protagonista, ha giocato una delle sue peggiori partite da quando indossa la maglia viola, perdendo clamorosamente la sfida con Vucinic, l’altro montenegrino. Ora Jovetic è nell’occhio del ciclone e, come accadde un anno fa a Montolivo, gli si imputa di pensare più al futuro, chissà in quale grande squadra europea, che al presente. Si discute sulla sua sostituzione, che molti opinionisti giudicano un segnale di Montella nei suoi confronti. Se così fosse ha sbagliato l’allenatore che -come ha fatto recentemente con Viviano e Roncaglia -se voleva punire il giocatore per il suo comportamento in campo, avrebbe dovuto lasciarlo fuori dall’inizio, non a Torino, ma almeno in una delle partite del gennaio nero. Ritrovare il “vero” Jovetic è il primo problema che Montella deve risolvere in questo duro momento non solo per il goleador,ma per quasi tutta la squadra. Come farlo? Noi saremo all’antica ma continuiamo a credere che un ritiro anticipato, in vista del confronto diretto con l’Inter, potrebbe essere il primo provvedimento utile, non solo per tenere la squadra lontana da un ambiente che comincia ad entrare in ebollizione, ma anche perché Montella avrebbe modo di discutere con i giocatori, in gruppo e singolarmente, per capire quali sono le loro reali difficoltà fisiche e psicologiche del momento.S appiamo che questa sarà considerata una proposta fuori dai tempi, ma non importa.I l primo”testa a testa”, logicamnte, dovrebbe essere quello con Jovetic.    
Raffaello Paloscia

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